O’ ministro e la malafemmina

di Massimo Marnetto

O’ Ministro – (urlando in piedi su una sedia) Quindi tu non mi hai mai amato?.. Fingevi per fare carriera al Ministero?.. Dimmelo!

La Malafemmina – (seduta, con indifferenza) Ehh, quanto sei esagerato… Ti ho amato a modo mio… Ho un debole per gli sfigati.

O’ M. – (in piedi sul tavolo) Ma io sono laureato! Ho diretto in Rai! Vado regolarmente di corpo! Non sono uno sfigato!

La M. – Noi del PUBE (Partito Unico Bellocce Emergenti) vogliamo il meglio ad ogni costo. Si, ti ho usato. Ma dovresti esserne fiero, per tutte le volte che ti ho fatto impazzire, mentre ascoltavamo ”Sesso e samba” e tu volevi essere sculacciato sussurrando Times Square… Time Square… Ricordi?

O’ M. – Nooo… così sei più crudele di Cleopatra con Napoleone. Basta! Torno da mia moglie, dico tutto a tutti e rinascerò come un cervo a primavera.

La M. – Veramente la cerva sarà quella povera donna. Ma fai quello che vuoi, io ormai sono famosa. Metterò su una scuola del PUBE. Insegnerò alle bellocce emergenti come intortare gli uomini ricchi, potenti e un po’ tonti, possibilmente over 50, per entrare finalmente nel mondo del gossip. In politica ce ne sono a bizzeffe: un sorrisino, un messaggino, un massaggino ed è fatta! Statti buono, Gennari’!

O’ M. – (in lacrime sopra l’armadio) Tu sei una femmina malamente! 

La M. – Meglio femmina malamente, che omme e niente! (sbattendo la porta)


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