Noè 2020

(“Noè, un arcobaleno!”, foto Alessandro)
Rannuvolato in volto
taceva il cielo sulle nostre ubbie
per questioncelle vane e dispettose
piccole o grandi cose
che stentavamo ancora a dipanare,
quando dall'alto prese a brontolare
prima in sordina, poi sempre più forte:
nessuno giochi in borsa con la morte ,
per la vita si chiudano le porte.

Tuonava il cielo sulle nostre ubbie
per polemiche vane e dispettose
piccole o grandi cose
che stentavamo ancora a dipanare,
quando dall'alto prese a diluviare
la lavata di capo universale.

(21 dicembre 2020)

Leggi anche:

  • (senza titolo)

    Qual è stato il primo videogioco a cui hai giocato?

    non ricordo, ho 90 anni

  • ‘Fare gli italiani’ tra  libro Cuore e Pinocchio

    Antonio Cipriani su Polemos

    Scrivo e cancello, poi riscrivo e soffro mettendo una accanto all’altra parole di sbigottimento e vergogna, di preoccupazione per quello che stiamo vivendo, per quello che sarà. Cancello ancora. Non ce la faccio a parlare ancora del Paese Innominabile. E non mi fa ridere per niente la scenetta degli azzeccagarbugli del misticismo evangelico a stelle e strisce nella Casa Bianca. Siamo cresciuti e siamo stati educati alla libertà, alla democrazia, al rispetto, alla giustizia sociale. E poi da chissà quale stordimento della storia sono apparsi i fanatici suprematisti del potere malvagio, che nutre e si nutre di ricchezze smodate, alimentando credenze e fanatismi religiosi. Con il loro codazzo di pedofili, massacratori di bambine, devastatori di scuole e di ospedali, assassini felici di mostrare al mondo abilità superiori, spioni ricattatori. E tanti, tantissimi vigliacchi. Obbedienti che distolgono lo sguardo, giustificatori di ogni crudeltà. Con la penna in mano o col doppiopetto. Con il microfono della propaganda in tv e comodo sul divano mediatico, o nei loro ministeri della vergogna.

    Dai, dice il barbiere. Cancella pure questo. Cancella. 

    Lo sappiamo che c’è un limite alle menzogne della politica e, soprattutto, ai cantori delle menzogne dei media. E fa male al cuore assistere allo scempio dei principi di giustizia e pace. Certo, capisco che è talmente ovvio quello che accade che le parole di un Polemos disperato possano sembrare inutili.

    Però in fondo alla visione nera della realtà c’è una luce che ci racconta la possibilità che un altro mondo sia ancora possibile. 

    La tengono accesa le persone che non si arrendono, che continuano a credere nei valori della Resistenza, della nostra avanzatissima Costituzione. La tengono accesa i giornalisti indipendenti, quelli che con fatica, e lontano dai riflettori, continuano a cercare la verità nel mare delle menzogne. E questo non si può cancellare neanche col mentire seriale. La tengono accesa, quella luce, i volontari di mille battaglie sui territori, i pacifisti, i difensori dell’ambiente e della memoria di fronte alle ruspe della modernità; gli uomini e donne che ancora leggono un libro con curiosità, le biblioteche che celebrano l’incontro, tutte quelle persone che animano il margine mediatico della società civile, non adeguandosi alla trasformazione della cultura in intrattenimento, della bellezza in un ballo di corte per i reali del tempo.

    Una donna, in un video apparso qualche giorno fa, si rivolgeva urlando a un manipolo di agenti bardati a guerra in un parco. Vado a memoria: la vita è semplice, è l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, il pane che mangiamo. Non i soldi.

    Già, dice il barbiere. Poi poggia le forbici: queste voci libere non le cancella manco la censura che ci vogliono imporre. No, oggi è 8 marzo, dedico la giornata di lotta a quella donna, simbolo di una lotta sociale e civile, del desiderio di riprendersi la vita, la voce, il diritto a contrastare il potere malvagio e i suoi guardiani.


  • Torna la newsletter di Costituente Terra
    La newsletter di Costituente Terra, associazione a cui sono iscritto fin dalla fondazione, torna con cadenza settimanale per raggiungere chi già la conosce e chi ancora non la conosce. Uno strumento per informare sulle attività e sugli appuntamenti, condividere notizie e sviluppare riflessioni sui temi al centro del nostro impegno (nandocan)

    Ritorna in una fase segnata dalla riemersione di un inedito conflitto generazionale, nel vuoto lasciato dalla politica e da un sistema culturale incapace di offrire risposte.

    È un conflitto per i diritti che si manifesta con i No Kings negli Stati Uniti, gli Scarafaggi in India, gli studenti e altri movimenti in Serbia, Spagna, Francia e Italia. Cresce la rivolta di masse sempre più ampie di giovani e giovanissimi, ingannati dalle false promesse di benessere e ricchezza per tutti, frustrati nelle loro aspettative, privati del futuro e proiettati in scenari di guerra preventiva e permanente, un tempo impensabili.

    Intanto, i nuovi padroni del mondo accelerano una corsa verso l’abisso che, per la prima volta nella storia, mette a rischio la sopravvivenza dell’umanità. Una sfida che nessuno Stato, per quanto potente, può affrontare e arrestare da solo.

    Al contrario, le relazioni internazionali si militarizzano. La guerra di aggressione torna a essere uno strumento normalizzato di risoluzione delle controversie, nel disprezzo del diritto, nella diffusione della logica del nemico e nel trionfo della legge del più forte. Potere e ricchezza si concentrano in un ristretto nucleo di multimiliardari, padroni delle pervasive tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, che penetrano negli Stati e si appropriano della sfera pubblica.

    Prosegue, intanto, la devastazione della natura e delle condizioni di vita sul pianeta, alimentata dal riscaldamento climatico prodotto dall’impatto umano sull’ambiente.

    Crescono esponenzialmente le disuguaglianze. Si affermano il suprematismo dei ricchi, il disprezzo classista e razzista verso i poveri e i migranti, la loro sostanziale disumanizzazione come non-persone, lo svilimento e lo sfruttamento del lavoro.

    Si procede così verso un possibile fascio-liberismo globale. È in questo contesto che Costituente Terra propone, attraverso il lavoro teorico e progettuale di Luigi Ferrajoli, una visione, un progetto e un percorso rivolti all’opinione pubblica mondiale e a quanti non si rassegnano a questa deriva: una Costituzione e una Federazione della Terra.

    Una prospettiva capace di offrire un orizzonte comune e una alternativa concreta a chi non accetta la logica del nemico, la legge del più forte e l’annichilimento del diritto, dei diritti, dell’uguaglianza, dei beni comuni e della pace. Una prospettiva che acquista ulteriore rilievo nel quadro politico latinoamericano, segnato dalla rielezione di Lula in Brasile e dal confronto sulle alternative alla destra.


  • Mafia e terrorismo al mercato nero delle armi ucraine

    È la doppia morale — un metro per i potenti e uno per i comuni mortali — che porta più danni a questo mondo: guerre, occupazioni, ingerenze mascherate da diritto internazionale quando in realtà sono strumenti di dominio. E il danno non si ferma alla politica estera. Una volta che le armi vengono considerate legittimo strumento di dominio e di prevaricazione a livello internazionale, diventa poi difficile convincere i cittadini a distinguere, nella vita quotidiana, la prepotenza legittima da quella illegittima. Se lo Stato considera la forza accettabile come arma di prevaricazione, non ci si può stupire se quella stessa logica riaffiora nei rapporti tra le persone (nandocan)

    di Rem

    La mafia si arma con i droni

    Parte delle 780mila armi donate all’Ucraina finite nelle mani di milizie e malavita organizzata. Armi, perse o trafugate, del valore di centinaia di milioni di euro su cui hanno allungato le mani le organizzazioni criminali internazionali, inclusa Cosa Nostra, secondo il Procuratore Capo di Palermo Maurizio De Lucia, in Commissione Antimafia.

    «Sappiamo di un interesse della mafia verso armi più sofisticate: quelle ad esempio del mercato nero nato con la guerra russa-ucraina. Abbiamo segnali di acquisto di droni lanciamine, armi da cui non siamo preparati a difenderci», ha avvertito De Lucia. Si tratta di droni modificati in modo da trasportare e sganciare esplosivi, ormai diventati protagonisti indiscussi e determinanti nel conflitto. Non sappiamo a che scopo e in che modo le mafie, in particolare Cosa nostra, possano adoperare questi droni killer». Sappiamo però che esiste un interessamento, scrive la rivista Antimafia

    ‘Compro drone lanciamine’

    Salvatore Verga, braccio armato della cosca della costiera palermitana, che cerca di comprare un drone lanciamine. Per conto di chi e per farne cosa? Si tratta di un retroscena inquietante che avvalora la previsione di Europol ed Eurojust sulle armi che avrebbero gonfiato il mercato nero con la nascita del conflitto. Secondo i dati del ministero degli Interni ucraino, dal 2022 sono state perse o rubate circa 800mila armi. Di queste, quasi un quarto solo nei primi mesi di quest’anno. La maggior parte è scomparsa nelle zone di Mykolaiv, Kiev e Donetsk.

    Militari arrestati

    Arrestati militari ed ex militari accusati di aver cercato di vendere munizioni, mine, fucili d’assalto e lanciagranate sottratti al fronte. Problema non da poco la difficoltà nel rintracciare le origini degli armamenti. Gli Stati Ue, Italia in primis, mantengono il massimo riserbo sulla quantità e sul tipo di armi che vengono inviate al fronte. Secondo il rapporto Weapons Compass: Ukraine di Small Arms Survey, tra il 2022 e il 2024 le autorità ucraine hanno sequestrato 10.875 tra granate, lanciagranate e mine, contro le 4.293 del triennio precedente (+153%). Le munizioni confiscate sono passate da 518.251 a 1.522.832 (+194%). 

    Finita la guerra?

    «Una volta finita la guerra, la domanda da parte degli apparati militari crollerà. Questo produrrà un surplus di offerta e molte opportunità che i gruppi criminali proveranno a sfruttare». Analisi Difesa si è occupata dei traffici di armi ucraine verso organizzazioni malavitose e gruppi armati fin dal 2022 con diversi articoli. In Ucraina, secondo Rachel Stohl, vicepresidente dello Stimson Center – “è semplicemente impossibile tenere traccia non solo di dove vanno tutti questi equipaggiamenti e chi li userà, ma anche come vengono usati”. Il quotidiano statunitense ha del resto ricordato che l’Ucraina è sempre stata, fin dalla sua indipendenza post-sovietica, il paradiso del traffico e dei trafficanti di armi grazie anche alla corruzione endemica e dilagante.

    Allarme Interpol da subito

    Nel giugno 2022 il segretario generale dell’Interpol, Juergen Stock sollecitò i Paesi donatori di armi a Kiev al monitoraggio degli armamenti, spiegando che «l’elevata disponibilità di armi durante l’attuale conflitto comporterà la proliferazione di armi illecite nella fase post-bellica». I gruppi criminali organizzati saranno potenziati dalla disponibilità di armi, aveva avvertito. «Anche le armi usate dai militari, le armi pesanti, saranno disponibili sul mercato criminale» – avvertì Stock –  «i  criminali di cui sto parlando operano a livello globale, quindi queste armi verranno scambiate tra i continenti». Negli ultimi mesi del 2022 emerse la presenza di armi dall’Ucraina in mano alle milizie jihadiste di Boko Haram nel Sahel, ma anche della malavita organizzata finlandese.

    Narcos di tutto il mondo

    Financial Times: «organizzazioni legate al narcotraffico colombiano starebbero cercando di inviare combattenti in Ucraina per acquisire competenze avanzate nell’impiego dei droni e trasferirle successivamente nel conflitto interno». «Ex paramilitari, ex guerriglieri ed ex soldati combattono e imparano insieme qui a pilotare i droni», ha dichiarato un operatore umanitario colombiano in Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Bogotà, tra il 2024 e il 2025 i gruppi illegali hanno condotto 264 attacchi con velivoli senza pilota, utilizzando soprattutto droni commerciali modificati per sganciare esplosivi. I gruppi armati starebbero inoltre tentando di acquisire droni guidati tramite fibra ottica, meno vulnerabili ai sistemi di guerra elettronica.

    Tags: armi Mafia terrorismo Ucraina


  • Salvare Report

    di Massimo Marnetto

    Salvare Report, a prescindere da Ranucci, è possibile, oltre che doveroso. La soluzione migliore sarebbe ridare la conduzione della trasmissione a Milena Gabanelli – ad interim per una stagione – con il mandato della continuità delle inchieste e l’individuazione di un nuovo conduttore/conduttrice. La giornalista – nota per la sua professionalità e indipendenza – è anche colei che ha lanciato Report e non ha mai lasciato l’inchiesta giornalistica (Dataroom).  Certo, questa proposta è difficilissima da realizzare. Sia per le immaginabili (e comprensibili) resistenze della Gabanelli, che lasciò la Rai per divergenze profonde con i suoi vertici; sia per la Rai, che si metterebbe in casa una professionista assolutamente indipendente, capace e difficilmente intortabile da un Lavitola. Ma se tornasse la Gabanelli al timone di Report, vedremmo veramente cosa significa fare servizio pubblico. E sceglierebbe la persona giusta per il dopo-Ranucci.


Rispondi

Turn on JavaScript to leave a comment.

Classificazione: 1 su 5.

← Precedente

Grazie per la risposta. ✨