M5S da Grillo a Conte

di Massimo Marnetto

Visto da fuori, sembra che il M5S voglia trasformarsi da movimento di piazza, atipico e personale (Grillo), in un partito strutturato, convenzionale e allargato (Conte + Assemblea costituente). È un’evoluzione o una degenerazione? Io credo un’evoluzione, anche se il rischio di conformismo è latente.

Bene se viene rimosso il limite dei due mandati, perché la politica richiede esperienza. Bene se questa forza esce dall’ambiguità del ”né di destra-né di sinistra”, perché occorre scegliere tra giustizia sociale (sinistra) o privilegi di corporazioni (destra). Male se si blocca la sua discussione interna con le votazioni on line, il tratto più originale della sua esperienza, che altri partiti dovrebbero copiare.

Grillo sfascerà tutto prima di cedere? Ci proverà, certo, ma non credo che possa fare danni irreversibili. Purtroppo non capisce che se ama la sua creatura, deve lasciarla andare per la sua strada. Una cosa è certa: è interesse di tutto lo schieramento di sinistra che il M5S trovi una sua stabilità e entri nella sua fase adulta. Lo scontro con la destra è sempre più duro e serve unità di intenti se la si vuole battere.


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