Ludopatia del potere

Non so se viene siete accorti, ma ci stiamo ammalando di campagna elettorale. E più aumentano gli astenuti più si moltiplicano le occasioni di voto. Politica e informazione non fanno niente per impedirlo e per evitare crisi di astinenza tra un’elezione e l’altra campano di sondaggi.  Così si spiega perché abbiano così tanto successo i leader populisti che non hanno una vera visione politica da far valere, ma sono pronti a giocarsi tutto per il proprio potere. Applauditi o fischiati da una folla che si lascia facilmente sedurre dalla demagogia rissosa e dalle false promesse e probabilmente non conosce altro modo per intervenire e comunicare. Tifano per Salvini, come ieri per Berlusconi o per Renzi. La politica come il campionato di calcio. Perché Renzi? Chiesi a un compagno del PD una decina di anni fa. “Perché ci fa vincere”, rispose. Se poi li fa perdere, come è accaduto,  decideranno se sparare addosso a lui o a chi lo ha fatto cadere. Ludopatia del potere, come la chiama giustamente Massimo nella sua nota quotidiana (nandocan). 

***di Massimo Marnetto, 3 novembre 2019 – Molti italiani amano più le elezioni, delle soluzioni. Vuoi mettere l’adrenalina della campagna elettorale, con la noia del risanamento del Paese? L’exit poll notturno, con la routine del governo diurno? E poi c’è il gossip delle alleanze: chi tradisce, chi si unisce, chi “io non cambio, sono loro che hanno cambiato”… Così, i Governi che durano più di un annetto diventano stantii. Stufano.

Sì, ci sarebbero tante cose da fare, anche urgenti, ma questa moltitudine vuole lo scontro dionisiaco quotidiano, le risse nei talk show, l’esagerazione, la parolaccia, il colpo di scena che incolla al video. E chissenefrega se il debito pubblico sale, i giovani se ne vanno e i nazionalisti stendo il braccio. Questo popolo vuole eccitarsi, non salvarsi. Tifare, non pensare. E guai a chi mette in discussione il diritto acquisito all’evasione o chiede controlli sui doveri o la lotta alla corruzione. Ha sbagliato Paese – dicono – qui la politica è intrattenimento, selfie, ludopatia del potere. Rassegnarsi? Mai. Ma dobbiamo impegnarci tutti nell’imporci speranza: la materia prima del coraggio.

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