A giudicare da quanto si legge sui nostri giornali conservatori a cominciare dal Corriere della Sera (vedi il fondo di oggi su il “fisco percepito”), a dare fastidio non sono le tasse di per sé, oltretutto piuttosto modeste, ma il fatto che si intenda fare politica economica usando lo strumento fiscale per orientare i consumi secondo le priorità indicate nel programma di governo (difesa dell’ambiente, riduzione delle diseguaglianze ecc) . Ma si può fare politica economica senza aiutare o ostacolare qualcuno? (nandocan)
So che dichiarazioni di questo tenore si prestano all’accusa di sostegno allo Stato”etico”, che ti educa al “socialmente corretto”a forza di legnate fiscali. Ma sono stanco di chi pretende di essere intoccabile, quando da sempre a caricarsi gran parte dei costi dello Stato sono salariati, pensionati e – ancora più ingiusto – i ragazzini che vanno all’asilo, che tanto non capiscono e non votano. Quelli che da adulti, si troveranno il peso del debito pubblico prodotto da noi, non per investimenti, ma per spesa corrente.
Cari Governanti, queste misure di ambientalismo e giustizia sociale sono una minima parte del necessario; almeno siatene convinti.
