Isegoria

Ovvero il pari diritto di prendere la parola in pubblico. Giusto rallegrarsene come fa Marnetto, purché questo avvenga in piena cognizione di causa e nel rispetto dell’opinione altrui, come purtroppo non capita spesso di notare sui social (nandocan)

***di Massimo Marnetto, 18 maggio 2019 – La notizia è clamorosa: l’italiano medio ha sempre meno paura di esporsi.

Parla, manifesta, scrive, mette persino lenzuola appese ai balconi. Insomma, sta lentamente guarendo dallo “zittismo”. Anzi, sempre più persone capiscono che usare la parola pubblica è il modo più efficace per fare buona politica. Allora si può parlare di un’opinione pubblica finalmente attiva anche in Italia? Sì, qualcosa di importante inizia a muoversi nelle coscienze, perché qualcosa di importante inizia a rompersi nella democrazia: la libertà di pensiero e il principio di uguaglianza.

Queste lesioni hanno rinforzato non solo gli attivisti, ma stanato gli appartati, mosso i neutrali, riacceso i rassegnati. Ricordando a tutti il dovere di difendere i tre pilastri che gli ateniesi consideravano costitutivi della democrazia: l’isegoria, ovvero il pari diritto di prendere la parola in pubblico; l’isonomia, uguaglianza di fronte alla legge; la parresia, il diritto-dovere di dire il vero, senza essere censurati, né puniti. Il riferimento al sequestro di cartelli, di lenzuola e la repressione di un’insegnante è puramente voluto.

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