Invidioso

di Massimo Marnetto

Guardo le elezioni in Francia e sono invidioso. Dell’affluenza, perché vuol dire che la maggioranza delle persone non considera ‘’tutti uguali’’ i partiti – come fanno i qualunquisti nostrani che restano a casa – e se li va a scegliere nelle urne. Del sistema elettorale, che con il maggioritario a doppio turno, consente un voto di appartenenza e uno di emergenza. Della capacità di allearsi dei progressisti contro la destra, una qualità che richiede di mettere in secondo piano le differenze e le candidature divisive, di fronte al pericolo di consegnare il paese alle forze più retrograde. 

Sono invidioso dei loro intellettuali, che si espongono con coraggio per fornire analisi lucide e motivazioni profonde alla pubblica opinione. Della tv pubblica, che libera dal controllo del governo, fa interviste scomode. Di chi sa riconoscere una sconfitta, come Macron, e fa un passo indietro, mentre da noi i responsabili di fallimenti tirano avanti e fanno spallucce. Anzi, Spalletti.


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