Hamas attacca Israele: oltre 100 morti e 50 prigionieri. Bombe su Gaza, centinaia di morti

“Se la comunità internazionale non interviene”

È del febbraio 2022 il rapporto di Amnesty international che denunciava la politica di “Apartheid” praticata da Israele nei territori occupati da oltre mezzo secolo nei territori occupati della Cisgiordania. “Notre rapport – precisava la segretaria generale di AI Agnès Callamard – révèle la véritable ampleur du régime d’apartheid d’Israël. Que ce soit dans la bande de Gaza, à Jérusalem-Est, à Hébron ou en Israël, la population palestinienne est traitée comme un groupe racial inférieur et elle est systématiquement privée de ses droits. Nous avons conclu que les politiques cruelles de ségrégation, de dépossession et d’exclusion mises en œuvre par Israël dans tous les territoires sous son contrôle constituent clairement un apartheid. La communauté internationale a le devoir d’agir”. Ma la Comunità internazionale, così sensibile in altre situazioni, da sessant’anni si guarda bene dall’intervenire. E se lo fa è sempre con qualche inutile raccomandazione. E così pure l’ONU nonostante le passate condanne del Consiglio di sicurezza (nandocan)


L’ennesima guerra Israele-Palestina, centinaia di morti sui due fronti

da Remocontro

DOMENICA MATTINA, aggiornamento –Hamas abbatte le barriere al confine di Gaza e penetra in Israele. Che risponde bombardando la Striscia: 300 morti israeliani, e altrettanti palestinesi negli attacchi aerei di risposta, sulla base di valutazioni ancora confuse. Scontri in Cisgiordania e a Gerusalemme, i coloni aprono il fuoco. Medio Oriente sull’orlo del baratro. Stupore israeliano di fronte all’enorme numero di vittime fra soldati e civili, oltre agli ostaggi a Gaza: come è possibile essere stati presi così alla sprovvista?

LA CRONACA DI SABATO – Razzi e incursioni di Hamas. L’attacco all’alba, con una pioggia di razzi da Gaza verso il sud di Israele. forse più di 100 le vittime israeliane, centinaia i feriti. La controffensiva: raid aerei con alcune centinaia di morti palestinesi. «Quella che Hamas ha lanciato è una guerra contro lo Stato di Israele. Cittadini di Israele siamo in guerra e non è solo un’operazione, è proprio una guerra», dichiara il premier israeliano Netanyahu.

Oggi Israele si trova ad affrontare sfide di portata insolita dal punto di vista strategico. Alle intricate minacce esterne si sommano infatti tensioni politiche e sociali interne senza precedenti. Governo dell’ultra destra religiosa molto aggressivo sui diritti civili, che si è fatto sorprendere da una reazione palestinese massiccia e molto individuabile.

Guerra, guerra vera, come se le altre fossero state assaggi

Guerra. Lo ha detto il ministro della difesa israeliano, Yoav Gallant. L’ha ripetuto il capo della polizia, Yaakov Shabtai. L’ha ribadito, senza mezzi termini, il premier Benjamin Netanyahu. Israele potenza militare, ha risposo subito, in quella che si prevede sarà l’ennesima spirale di violenza, mentre da subito, e siamo solo ad un inizio, il bilancio è già tragico, anche se le fonti si contraddicono.

Il più recente lancio ANSA

Sarebbero oltre 100 gli israeliani uccisi nell’attacco di Hamas dalla Striscia. Lo riferiscono i media locali che citano fonti mediche. Secondo le stessi fonti, i feriti sono arrivati a circa 900 mentre l’ultimo bilancio riferiva di oltre 40 i morti e 740 feriti. Sarebbero invece 50 gli israeliani tenuti in ostaggio dai miliziani di Hamas. Lo ha riferito l’emittente israeliana N12 mentre la notizia – che non trova al momento conferme ufficiali – è rilanciata anche da altri media. Combattimenti tra miliziani armati di Hamas ed esercito israeliano sono in corso nei kibbutz di Beeri e Reim, a ridosso della Striscia. A Reim un veicolo della polizia è stato colpito da un anti tank e ci sarebbero vittime.

Secondo Haaretz, israeliani sono tenuti in ostaggio nei kibbutz di Beeri e Ofakim e ci sarebbero in corso negoziati per il loro rilascio. Un portavoce delle forze di difesa israeliane ha confermato che civili e soldati israeliani sono tenuti in ostaggio a Gaza.  Lo riporta il Guardian.

Ora gli aerei, ma forse non basta

L’esercito israeliano ha richiamato in servizio decine di migliaia di riservisti, per quella che è stata battezzata l’Operazione Spade di ferro.«Decine di aerei israeliani stanno attaccando a Gaza un numero di obiettivi di Hamas nella Striscia», ha annunciato un portavoce militare. Sarebbero stati colpiti, dai raid israeliani, 17 compound militari e quattro centri di comando operativi appartenenti a Hamas nella Striscia. «Pagheranno un prezzo mai conosciuto prima», ha promesso Netanyahu.

Mentre Hamas ha pubblicato foto che mostrano soldati israeliani catturati in un attacco a una base militare sul confine con la Striscia di Gaza.

La pioggia di razzi, proiettili non guidati

Dall’alba di oggi dalla Striscia si è riversata – a sorpresa – una pioggia di almeno 2200 razzi verso il sud e il centro del Paese (Tel Aviv e Gerusalemme comprese) mentre dall’enclave palestinese o dal mare penetravano in territorio israeliano decine di miliziani armati di Hamas. Il capo dell’ala militare di Hamas Mohammad Deif da Gaza ha definito l’operazione ‘Alluvione al-Aqsa’, causata «dalla profanazione dei luoghi santi a Gerusalemme e dal costante rifiuto da parte di Israele di liberare i nostri prigionieri».

Poi ha aggiunto che i razzi lanciati «nella prima fase dell’operazione sono stati 5.000». Comunque una quantità che ha reso parzialmente impotente il sistema di difesa israeliano

Cinquant’anni fa la Guerra di Kippur

Israele – oggi shabbat sacro e anche l’ultimo giorno del lungo periodo di festività religiose – è stato colto di sorpresa così come avvenne – hanno fatto notare analisti – nella Guerra di Kippur di 50 anni fa che si svolse in questa data. Esenzione religiosa e immediato richiamo dei riservisti. L’esercito e la polizia hanno ordinato alla popolazione israeliana in prossimità della Striscia di restare al chiuso in casa.

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