Buona l’idea di una “pubblicità progresso” per convincere gli evasori. Peccato che questi ultimi non siano capaci di vedere nulla al di là delle loro tasche. Credo allora che servano misure più concrete, come abbassare la soglia per l’uso del contante nelle transazioni commerciali, per esempio, un rafforzamento delle sanzioni e delle procedure amministrative e giudiziarie per applicarle. Ma anche dare la sveglia (e più risorse) alla Guardia di Finanza.(nandocan)
***di Massimo Marnetto, 4 aprile 2019 – E’ tutto uno stracciarsi di vesti – anche a sinistra – solo perché si è evocata una tassa sui grandi patrimoni.
Proprio quando l’Italia sta morendo di evasione fiscale e debito pubblico, strettamente correlati. L’unica via per uscire da questo mulinello che ci risucchia in basso è far pagare tasse eque a tutti. Me la medicina è impopolare. E nessuno vuole bruciarsi il consenso.
Per superare l’ “erariofobia”, occorrerebbe lanciare una vasta azione culturale, per mettere in relazione la scorrettezza fiscale con i problemi dei cittadini. Per esempio, una campagna “Pubblicità Progresso” con frasi tipo: “La tua evasione è la mia disoccupazione (mancano soldi per investimenti pubblici)” – La tua evasione è la mia lista d’attesa (mancano soldi per la sanità)” – E’ la mia insicurezza (mancano i soldi per le forze dell’ordine) – Ci fa cadere i soffitti in testa (mancano soldi per le scuole)””.
E via di seguito, fino a far capire al cittadino un concetto essenziale: senza tasse vivono bene solo i ricchi, con le giuste tasse viviamo meglio tutti.
