di Giovanni Lamagna
Dio – come dice il teologo luterano Paul Tillich – è un simbolo. Il simbolo di tutto ciò che è mistero. Di tutto ciò che va al di là delle nostre conoscenze. Per quanto queste possano essere ampie e profonde. In questo senso è impossibile non riconoscere l’esistenza di Dio.È impossibile essere atei radicali. Il fatto che sia inconoscibile non vuol dire che sia inesistente.
Dio rappresenta – simbolicamente – ciò che esiste, ma ci è ancora ignoto. È il noumeno kantiano, il mondo sconosciuto, che sta dietro il mondo conosciuto. Il mistico è colui che va alla ricerca del mistero. Colui che cerca di rubare terreno al mondo sconosciuto per renderlo conosciuto. Il mistico è un ricercatore, un rabdomante. Tutti, auspicabilmente, dovremmo essere quindi dei mistici. Per essere pienamente umani.
Buon giorno a tutti quelli che tra poco incroceranno queste mie parole!
Buon giorno, Giovanni, non sono né un teologo né un filosofo ma credo di capire quello che intendi, anche se nelle religioni monoteistiche Dio è pensato come Padre piuttosto che come simbolo. Quanto scrivi mi ha fatto pensare piuttosto all’inconscio e alla sua antinomia dove c’é tempo e contemporaneamente assenza di tempo. E mi fa ricordare che proprio l’atemporalità è indicata da Ignacio Matte Blanco come una caratteristica fondamentale dell’inconscio. Un Padre fuori del tempo (Padreterno) appunto (nandocan).
