Dimissioni

di Massimo Marnetto

Il rapporto del cittadino con gli altri si svolge su due livelli: il primo ”minimo” – riassunto nel detto ”non fare niente di male” – è quello definito dalla legge: il secondo ”massimo” si identifica con tutte quelle azioni dove il singolo pone l’interesse generale prima del proprio o per eroismo volontario o per dovere insito nell’esercizio di una funzione pubblica. Questa dedizione costituisce l’essenza dell’onore. A chi va in Parlamento – la massima funzione pubblica – si richiede sia la disciplina (rispetto della legge) che l’onore (priorità dell’interesse generale).

Fissati questi paletti, risulta chiaro che anche se non sia dimostrata una violazione di legge, un ”onorevole” deve dimettersi per disonore manifesto, quando emerga che si è dedicato più ai fatti propri, che all’interesse del Paese. Ogni riferimento alla Santanchè è puramente voluto.


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