Come una mosca sul vetro

È vero che quando ero in seconda elementare e c’era il duce l’Albania, invasa da Mussolini nel 1939 (nella foto), era entrata a far parte del regno sabaudo ma affittare quella nazione come “deposito” per i migranti rasenta il ridicolo. Sarà anche un tentativo di scoraggiarli ma dubito che funzioni se non per quelli, la maggior parte, che avevano già intenzione di proseguire per la Germania o altri paesi europei. Però basta alla Meloni per mostrare la sua incrollabile volontà di “difendere i confini della patria”. E per questo ogni paese è sicuro. Voglia o non voglia l’Europa. (nandocan)

di Massimo Marnetto

Il Governo sulla questione dei migranti in Albania è come una mosca che sbatte sul vetro. Vorrebbe uscire, ma non vede l’ostacolo e così continua inutilmente a urtarlo. Il problema è che esiste una normativa europea che non consente ai giudici di considerare alcuni paesi come sicuri, neanche se il Governo sforna in tutta fretta un decreto che invece li ‘’bonifica’’. Così la Meloni e i suoi non sanno più come coprire questo spreco di denaro, che cresce con il mancato utilizzo del centro, divenuto ormai un monumento all’incapacità. 

Di fronte a questo disastro, il Governo ricorre al buon vecchio vittimismo, sempre buono quando non si sa più che pesci prendere: non siamo noi che non sappiamo capire le normative europee, ma sono loro – i giudici comunisti – che ci sabotano. Di solito una persona incapace diventa bravissima nell’inventare scuse. Qui neanche questo: si ritorna alle toghe rosse; mentre si vedono solo mosche nere. Tumefatte.


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