Dopo l’indimenticabile Andrea Barbato è stato, almeno per me, il miglior direttore del Tg2. Certamente un ottimo giornalista, intelligente, appassionato, arguto e cordiale. Socialista, politicamente e non solo molto vicino ad Enrico Manca, era anche piuttosto prudente, consapevole dei vincoli imposti al suo ruolo così come da una deprecabile lottizzazione delle testate televisive. E poiché ero, nel periodo della sua direzione, nel comitato di redazione del Tg2, oltre che uno dei curatori di Tg2 Pegaso, mi definiva senza complimenti “un gran rompicoglioni”, ma la mia stima nei suoi confronti non è mai venuta meno. Negli ultimi anni ci incontravano raramente in occasione di qualche convegno o del funerale di un collega. La notizia di questa morte inattesa mi ha addolorato. Ciao, Alberto (nandocan)
Alberto La Volpe, nato a Napoli nel 1933, era entrato in Rai nel 1966. Nel 1979 è stato vicedirettore del Tg3, che aveva contribuito a fondare insieme a Biagio Agnes e Sandro Curzi. È stato uno degli storici conduttori di Speciale TG1 fino al 1987, quando il Consiglio di Amministrazione della Rai lo ha nominato direttore del Tg2. Nel 1993 passa il testimone a Paolo Garimberti ed entra in politica: prima come sindaco di Bastia Umbra (Perugia) dal 1970 al 1980; poi nel 1994 è stato eletto alla Camera nel 1994 con i Progressisti. Nel 1996 è stato nominato sottosegretario ai Beni Culturali nel primo governo Prodi e poi al Ministero degli Interni, durante il primo governo D’Alema. La Volpe, vicino alla causa palestinese, è stato anche presidente dell’associazione Italia Palestina.
Per Mondadori ha scritto nel 1988 L’inchiesta insieme a Marco Leto; nel 2002 Editori Riuniti pubblica Diario segreto di Nemer Hammad, ambasciatore di Arafat in Italia. Il suo ultimo lavoro, scritto insieme all’ex magistrato Pietro Grasso, è il libro Per non morire di mafia. Grasso nel 2012 ha anche condotto una nuova serie di Lezioni di Mafia, ispirata all’originale del 1992.
L’ex parlamentare Pd Vincenzo Vita lo ricorda come un “giornalista, personalità politica e culturale. Attento alla causa palestinese. Un compagno gentiluomo, come pochi”. I funerali si terranno giovedì 18 maggio alle 15,30 a Roma nella chiesa di Santa Chiara in piazza dei Giochi Delfici.
