Più passano gli anni e più visibile appare l’insignificanza dell’Unione Europea nell’agone internazionale. L’allargamento che avrebbe dovuto portare ad avere un maggior peso pare aver sortito l’effetto opposto. La ragione sta nella diversità dei punti di vista fra i governi che ne fanno parte ma anche, diciamolo, nella debolezza (in parte voluta) della rappresentanza al vertice che ne consegue, frutto anch’essa di un compromesso. E se gli Stati Uniti propongono una soluzione realistica che potrebbe por fine alla guerra, la Kallas, che rappresenta l’Unione Europea, non prova neppure a progettare e concertare con i governi un’alternativa realistica. Si limita alla scontata rivendicazione di una soluzione “onorevole e giusta” anche se priva di proposte accettabili da entrambi i belligeranti. E magari Zelenski l’ha convinta che il passare del tempo in una guerra sempre più sanguinosa logori prima i Russi degli Ucraini e un aiuto militare ancora più impegnativo da parte dell’occidente faccia la differenza. (nandocan)
Ennio Remondino su Remocontro
Ucraina: Ue alla Kallas: ‘pace solo con Europa e Kiev’. Zelensky parlerà con Trump e vede i generali Usa. Dal dipartimento di Stato Usa: ‘Entrambe le parti devono accettare condizioni difficili’. Secondo i media, il piano prevede la rinuncia dell’Ucraina al Donbass. Parigi: ‘Gli ucraini rifiuteranno una pace-capitolazione’. Tanti eroi sulla pelle altrui e nelle tasche di tutti.

Incredibile politica estera Ue che non c’è
«Noi sosteniamo una pace che sia giusta e duratura ma a ogni piano, per funzionare, serve che l’Europa e l’Ucraina siano a bordo». L’ovvietà nell’astrattezza della rappresentante Ue Kaja Kallas arrivando al consiglio affari esteri, precisando di non essere a conoscenza di un coinvolgimento degli europei alla costruzione del piano di pace Usa». Coinvolgere lei? Washington e Mosca neppure rispondono. Ma lei insiste via ANSA: «Noi europei abbiamo sempre sostenuto una pace duratura e giusta e accogliamo con favore qualsiasi sforzo volto a raggiungerla. Ovviamente, affinché qualsiasi piano funzioni, è necessario il coinvolgimento degli ucraini e degli europei. Questo è molto chiaro». Chiaro forse, ma autorevolezza zero.
Il nemico noto e chi si nasconde
«Inoltre, dobbiamo comprendere che in questa guerra c’è un aggressore e una vittima. Non abbiamo sentito parlare di alcuna concessione da parte russa». «Ho visto i ministri molto calmi, abbiamo già visto questo scenario e la verità è che i piani di pace non possono funzionare senza l’Europa e l’Ucraina. Noi abbiamo un piano in due punti: indebolire la Russia e sostenere l’Ucraina. E colpire la flotta ombra di Mosca ha un impatto importante sugli introiti della Russia», ha ribadito Kallas al termine del consiglio. Acuta strategia politica per indurre la Russia ad accettare le sue proposte politiche di castigo e nome di una Unione europea che non ne ha la forza e neppure la legittimità
Russia della Kallas con l’acqua alla gola
E la Russia che sembra diplomaticamente più disponibile, diventa più debole. Acutezza da altra scuola. «Stanno arrivando al punto in cui stanno finendo i soldi (solo quelli russi, quelli nelle tasche ucraine dall’Europa invece abbondano), e i russi vogliono mostrare all’esterno di essere super forti, ma in realtà non è così. Questo ci dà un motivo per essere fermi, per continuare a sostenere l’Ucraina, ma anche per fare pressione sulla Russia». E avanti popolo ucraina, che sta per vincere prima di morire, dicono Kaja e Volodymir in coro. Altre migliaia di morti in più (russi compresi), non fanno un significativa differenza per gli eroi della quinta linea.
Politica reale con gli Usa
Kiev ha ricevuto il piano Usa sulla pace in Ucraina e il presidente Zelensky prevede di discutere nei prossimi giorni con il presidente Usa Donald Trump. Confronti non facile oltre le ipocrisie dei comunicati finali. E come assaggio, il viceministro degli Esteri ucraino Sergiy Kyslytsya ha definito la proposta Usa-Russia ‘irrealistica’ e alti funzionari di Kiev l’hanno bollata come «assurda e inaccettabile». Aggiungendo che il piano, presumibilmente redatto da Dmitriev, stretto alleato di Putin, e dall’inviato speciale di Trump, Witkoff, «è una ‘provocazione’ per disorientare gli alleati dell’Ucraina», riporta il Guardian. E con la Kallas ci sono pienamente riusciti.
Realtà militare senza illusioni
Zelensky ha incontrato intanto il segretario dell’esercito statunitense Dan Driscoll e i generali nella delegazione Usa. Lo scrive Rbc Ukraina. Al centro dell’incontro cproprio il piano Usa per la pace in Ucraina. Il leader ucraino avrà ora dovrà fare i conti con i suoi, tra i quali Rustem Umerov, segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale. Intanto inciampa su Yermak. Zelensky ha deciso di non sostituire il capo dell’ufficio presidenziale, Andriy Yermak, nonostante l’insoddisfazione pubblica per le sue attività e il pressing tra i ministri. Lo riporta Ukraiska Pravda. Anche Yaroslav Zheleznyak, deputato del partito Golos afferma che «il presidente ha deciso di non sostituire Yermak».
Mosca silente e prudente
Mosca fa sapere di non avere ricevuto alcuna informazione dagli Usa attraverso i canali ufficiali. ‘Ufficiosi’ non è detto. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ribadisce e fa capire: «Se la parte americana avesse una qualsiasi proposta ufficiale, l’avrebbero comunicata attraverso i canali in uso tra i ministeri degli Esteri dei due Paesi». Ufficiale no, ma ufficioso certo. Il portavoce del Cremlino, Peskov, non ha fatto commenti: «Non abbiamo alcuna novità, non ho nulla da aggiungere a quanto già detto, ha detto. Insomma, adesso sono affari politici delicati in casa ucraina e tifoseria schiarata. E il segretario di Stato americano Marco Rubio afferma che è necessario che «entrambe le parti accettino concessioni difficili ma necessarie».
Europa ‘volenterosa’ lontana dal fronte
«Vogliamo una pace giusta e duratura, per prevenire una nuova aggressione da parte della Russia» ha detto il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot al consiglio affari esteri, parlando di ‘prestiti di riparazione’ e ‘cooperazione militare’. I 100 caccia Ragale tra 10 anni.nbPer il ministro spagnolo Albares, l’Ucraina «deve essere al centro assoluto di qualsiasi decisione». Regno Unito: «La Russia ‘s’illude’ se pensa di ‘indebolire la determinazione dell’Occidente a garantire sostegno all’Ucraina». Lo ha detto alla Camera dei Comuni il viceministro degli Esteri del governo laburista di Keir Starmer, Hamish Falconer, interpellato da Priti Patel, dell’opposizione Tory. Piano che Falconer non ha in alcun modo criticato, ribadendo peraltro l’unità di tutti i partiti britannici nell’appoggio a Kiev e il no a qualsiasi cambiamento con la forza dei confini ucraini’.
Dissenso esplicito interno
«Ritenere che il tempo giochi a favore dell’Ucraina è un’illusione e l’elite di Bruxelles, compreso l’alto rappresentante, vivono in questa illusione». Lo ha detto il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó arrivando al consiglio affari esteri. «La Russia sta avanzando, occupando più territori, e le sanzioni non hanno assolutamente messo in ginocchio la sua economia», ha aggiunto. «Ora dobbiamo interrompere i finanziamenti all’Ucraina, dove comanda una mafia di guerra, e il fatto che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen abbia inviato una lettera in cui chiede agli Stati membri oltre 100 miliardi di euro senza nemmeno menzionare la corruzione in Ucraina è folle, uno scandalo».
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