Ma c’è ancora qualcosa da distruggere a Gaza? (nandocan)
da Remocontro
Per il vicepresidente Usa JD Vance «solo piccole schermaglie». Da fonti ospedaliere locali, 65 le persone morte negli attacchi. Netanyahu: Hamas «simula» la ricerca dei corpi degli ostaggi e ordina ‘raid massicci’ sulla Striscia. Il presidente degli Stati Uniti afferma che ‘nulla metterà a repentaglio il cessate il fuoco a Gaza’.

Anche la fila per l’acqua
Ritorno alla Gaza del genocidio
Israele ha colpito Gaza City con tre violenti attacchi aerei nel giro di pochi minuti. Le esplosioni si sono sentite a distanza di chilometri. Un missile è caduto vicino l’ospedale al-Shifa, creando panico e terrore tra i pazienti e il personale medico. I jet hanno bombardato anche Khan Younis, nel sud, mentre dalle zone occupate i carri armati israeliani colpivano Nuseirat e Deir al-Balah, nel centro di Gaza. Almeno due persone sono state uccise nel quartiere di Sabra, a Gaza City, altre cinque all’interno di un veicolo a Khan Younis. Ci sono bambini tra i feriti. Il cessate il fuoco è stato rotto con la «violenza immediata» che il premier Benyamin Netanyahu ha ordinato all’esercito.
Solo ‘piccole schermaglie?’
Solo «piccole schermaglie» il vicepresidente degli Stati uniti, JD Vance, fiducioso che la tregua reggerà. Nonostante i morti e nonostante l’occupazione israeliana di aree aggiuntive della Striscia. Secondo il Canale 12 israeliano, sarebbero già in corso colloqui tra Tel Aviv e Washington per definire l’ampiezza dei nuovi domini assoggettati con la forza. I piani israeliani e americani prevedono che la ricostruzione di Gaza parta solo all’interno delle aree che l’esercito attualmente controlla, affidate in parte alle milizie mercenarie che finanzia e arma, come sottolinea Eliana Riva sul manifesto.
«L’ultima grave violazione israeliana del cessate il fuoco. La 125esima dall’11 ottobre, secondo l’Ufficio media di Gaza. E i morti di martedì si aggiungono alle 94 vittime delle ultime due settimane».
Corpi contesi con altri cadaveri
Ieri, hamas si preparava a riconsegnare il corpo di un altro ostaggio israeliano. La Croce rossa internazionale era stata informata e avrebbe trasportato il cadavere oltre il confine. Ma le operazioni sono state bloccate quando Netanyahu ha deciso di bombardare. Nella Striscia erano in corso le manovre di ricerca e recupero dei corpi degli ostaggi deceduti. Un lavoro che lo stesso capo di stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, aveva temuto diventasse addirittura impossibile se i vertici politici avessero scelto, come poi è accaduto, di bombardare e distruggere Gaza City. Diversi Paesi si sono detti disposti a inviare squadre specializzate per il ritrovamento, e mezzi pesanti necessari per rimuovere macerie e detriti.
I veti di Israele
Ma Israele ha impedito l’ingresso dei macchinari e ha posto un veto sulle nazionalità degli esperti. Secondo il Times of Israel, la proposta presentata dagli Stati che hanno mediato il cessate il fuoco prevedeva la creazione di una squadra multinazionale. Il gruppo sarebbe stato composto da rappresentanti di Israele, Stati uniti, Egitto, Turchia e Qatar. Ma Tel Aviv si è opposta al piano, negando categoricamente l’ingresso nella Striscia a qatarioti e turchi.
Sospetti di inganno e l’inganno vero
Parte del corpo di un ostaggio recuperata e consegnata, e il dubbio dell’inganno. Tel Aviv ha diffuso un video che mostra persone ricoprire di terra un sacco bianco e, successivamente, disseppellirlo alla presenza della Croce rossa. Il filmato è stato registrato da un drone a Gaza, e che quelle persone sarebbero membri di Hamas che mettono in scena il ritrovamento dei resti di Tzarfati. Subito l’accusa di Netanyahu di simulare gli sforzi di ricerca e riunione di emergenza con i vertici politici e militari, «per discutere le misure da adottare in risposta alle violazioni». Secondo l’Agenzia di stampa statunitense Axios, Netanyahu avrebbe ripetutamente tentato di convincere il presidente Usa, Donald Trump, della necessità di una azione significativa contro Hamas. Ma gli alti funzionari americani avrebbero comunicato a Tel Aviv che il filmato non mostra violazioni dell’accordo.
Nonostante ciò, l’esercito ha proposto tre possibili azioni offensive, come riporta Ynet News: la riduzione degli aiuti umanitari (che sono già limitati rispetto agli accordi); l’occupazione di ulteriori aree di Gaza (Israele controlla già il 53% della Striscia); la ripresa dei bombardamenti.
Chi ammazza prima e chi
Dopo la riunione di emergenza, Tel Aviv ha informato Washington di uno scontro a fuoco tra militari e Hamas nella zona di Rafah. Secondo la versione israeliana, un combattente avrebbe colpito i soldati con un razzo anticarro. Netanyahu ha approfittato dell’evento per ottenere il via libera di Washington. Il solerte ministro Katz subito dichiara: «Hamas pagherà un prezzo elevato per l’attacco ai soldati a Gaza e per la violazione dell’accordo di restituzione degli ostaggi e dei caduti». Mentre il capo di stato maggiore, Zamir, ha aggiunto che «la guerra non è ancora finita».
Hamas ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’incidente di Rafah, (molte milizie islamiche filo israeliane fuori controllo) accusando Tel Aviv di aver compiuto l’ennesima «serie di violazioni, tra cui attacchi che hanno provocato morti e feriti, e la chiusura del valico di Rafah, che confermano l’insistenza nel violare i termini dell’accordo e i tentativi di sabotarlo».
- No senatore La Russa. Non siamo tutti uguali. Oggi in particolareEnnio Remondino su Remocontro Eh sì, sono abbastanza vecchio per aver vissuto di persona gli ultimi anni del fascismo e l’8 maggio 1945, che segna ufficialmente la fine della seconda guerra mondiale, lo festeggiai insieme al mio nono compleanno. Nei pacchi UNRA, chili con carne e chewing gum, roba di un altro mondo. Come iContinua a leggere “No senatore La Russa. Non siamo tutti uguali. Oggi in particolare”
- Gaza, genocidio rimosso, ora la tregua ammazza a rateNell’indifferenza che nasce dall’abitudine ad una conta quotidiana di vittime, la strage di palestinesi continua, a Gaza oggi come nel Libano ieri. Pare che questa sia la soluzione scelta da Israele e dal suo grande alleato alla questione demografica posta dall’inserimento ebraico nel Medio Oriente. Del resto basta confrontare la cartina del territorio di IsraeleContinua a leggere “Gaza, genocidio rimosso, ora la tregua ammazza a rate”
- L’impeachment unica soluzione per salvare il mondo da TrumpChe sia Trump che il governo russo considerino l’alleanza atlantica un inutile retaggio del passato non dovrebbe sorprendere, sorprende piuttosto che non ne abbiano ancora preso atto i governi europei con un aggiornamento o una coerente revisione dei rapporti la Russia (nandocan) Vittorio Da Rold su Remocontro Quanti danni può ancora portare Donald Trump all’equilibrioContinua a leggere “L’impeachment unica soluzione per salvare il mondo da Trump”
- Scompetenzadi Massimo Marnetto La vicenda Minetti mette in evidenza una tara tipica del nostro sistema pubblico, che potremmo chiamare ‘’scompetenza’’. Ovvero un sistema di competenze parziali, che impediscono di risalire al responsabile, in caso di inadempimento. La ‘’scompetenza’’ è fatta di atti plurimi, ma non chiari, così, se il procedimento s’inceppa, la colpa è diContinua a leggere “Scompetenza”
- Brigata Ebraica e Netanyahudi Massimo Marnetto La Brigata Ebraica ha tutto il diritto di sfilare il 25 Aprile, perché ha lottato per la Liberazione. Chi la contesta sbaglia e di grosso. Se però i suoi sostenitori accettano la presenza di bandiere di Israele, sono responsabili di una provocazione inaccettabile, perché adesso quella bandiera è simbolo del genocidio aContinua a leggere “Brigata Ebraica e Netanyahu”





