di Ennio Remondino
Un uomo armato di kalashnikov nel cuore di Bruxelles spara a raffica e uccide due passanti inneggiando all’Isis. Negli Stati Uniti, Illinois, odio di segno opposto, uccide un bimbo di 6 anni a coltellate e ferisce la madre perché palestinesi e musulmani.
Gaza, oltre un milione di palestinesi sfollati e l’acqua è finita. Ma il valico di Rafah con l’Egitto resta chiuso: Israele non autorizza l’ingresso di aiuti a Gaza. Oms: «Catastrofe umanitaria imminente».
No ad una ‘Grande Guerra’ in Medio Oriente
«Favorevole a eliminare Hamas, Washington vuole scongiurare una grande guerra in Medio Oriente, che Cina e Russia si approprino della questione palestinese e che l’alleato si suicidi entrando a Gaza. Non è detto che la macchina si fermerà». Il pessimismo di Federico Petroni su Limes, ad aumentare i timori diffusi rispetto a ciò che la cronaca dagli armai troppi fronti di guerra ci racconta.
Errore occupare Gaza
Il presidente statunitense Biden definisce «un grande errore rioccupare Gaza. La stragrande maggioranza degli abitanti della Striscia non ha colpe», quasi a litigare col presidente di Israele, Isaac Herzog, secondo cui «la retorica sui civili inconsapevoli e non coinvolti non è affatto vera». Il segretario di Stato Antony Blinken invoca il rispetto delle «regole di guerra», e la stessa Casa Bianca avrebbe chiesto di ‘tenere conto dei civili’. Di fatto, di ritardare l’attacco di terra, per provare a evacuare 1,1 milioni di persone nella Striscia da nord centro delle operazioni al sud, in una possibile ‘safe zone’.
Timori Usa e non soltanto
Stati Uniti e in parte l’Europa meno ignava, preoccupati delle conseguenze politica strategiche di una catastrofe umanitaria, scongiurare l’allargamento della guerra, e dio far esplodere la questione palestinese in chiave anti-occidentale. «Cina e Russia si sono impossessate della «soluzione dei due Stati» perché quasi tutto il mondo fuori dal campo americano riconosce formalmente una sovranità alla Palestina». L’Iran per fortuna sembra non essere ancora intenzionato a intervenire, con dichiarazioni scontate contro Israele ma da leggere come invito a non costringerlo all’escalation.
«Evidentemente apprezza che l’intelligence americana dica di non avere prove che l’attacco del 7 ottobre è opera di Teheran».
Gli Usa sempre meno convincenti
«La guerra di Gaza manifesta la contrazione delle capacità americane di persuasione. È un nuovo episodio del crescente distacco dalle priorità dell’Occidente dei paesi non occidentali, il presunto Sud globale. Esattamente come buona parte del mondo condanna l’aggressione all’Ucraina ma non partecipa alla guerra economica contro la Russia, ora molti paesi condannano il barbaro attacco di Hamas ma pretendono un contenimento della violenza o addirittura un cessate-il-fuoco. Anzi, lo usano come modo per riproporre la questione di uno Stato palestinese».
Manca un ‘dopo Gaza’
Washington sta contestando al governo di Gerusalemme di non avere un piano per il dopo-Gaza. Un ex consigliere alla sicurezza nazionale di Israele conferma: «Non me ne frega un accidente. È molto più importante agire ora e finirla con quel problema. Poi decideremo che cosa fare». Perfetta rappresentazione della mentalità strategica di Israele: ristabilire la deterrenza, unica fonte certa di sicurezza, per guadagnare un giorno in più di vita.
Non avere un piano è la strategia di Israele. Soprattutto in questi trent’anni di deliberata rimozione della questione palestinese.
Profonda crisi israeliana
«A uno sguardo americano, il principale alleato in Medio Oriente è in una situazione tragica. È profondamente spaccato al suo interno, tanto che l’unità del paese sotto attacco non ha nemmeno contenuto la diffusa ostilità verso Netanyahu. È circondato da nemici dotati di armi nettamente più capaci che in passato di colpire ovunque, a sorpresa e in profondità la sua popolazione».
Problema Usa-Israele
Valutazione finale di ‘Fiamme Americane’, l’obbligo Usa di «circoscrivere l’operazione israeliana e aprire un percorso negoziale al termine dell’offensiva», anche a costo di litigare con lo storico alleato. «Pena un netto scadimento della sicurezza dei loro interessi in Medio Oriente e un aumento del sentimento antioccidentale in paesi necessari alla loro strategia eurasiatica».
Ma sembrano gli unici a desiderarlo davvero, in un mondo che non riconosce più loro un potere di iniziativa incontrastato
- Vannacci e “la sporca dozzina“di Massimo Marnetto Se la Meloni si vantava di metterci la faccia, Vannacci è orgoglioso di metterci la feccia. Lei si è presentata come una underdog sfavorita; lui arriva con la sua sporca dozzina. Lei ha fatto fortuna con il blocco navale; lui rilancia con la remigrazione. Non importa che il blocco navale non sia possibile o cheContinua a leggere “Vannacci e “la sporca dozzina“”
- Oxfam: massacri e ‘pulizia etnica’ dei Coloni in Cisgiordania“Numeri da brivido”, scrive Remocontro. Si fa per dire, naturalmente. Sappiamo bene che i brividi vengono con l’identificazione. “Pensa, se fossi tu a quel posto”. Sui lettori di un giornale come sui telespettatori fanno più effetti le vicende individuali di quelle collettive. Sulla considerazione di queste ultime da parte dei più ha quasi sempre laContinua a leggere “Oxfam: massacri e ‘pulizia etnica’ dei Coloni in Cisgiordania”
- Tra Iran e Usa un accordo-fantasma che solleva dubbiIl titolo non sorprende. A leggere le cronache sul Medio Oriente, capita quasi sempre di restare con più domande che risposte esaurienti sulla situazione. A cominciare dal perché e per come, decenni dopo la fine del colonialismo, si finisca ancora col cercare queste ultime nelle vicende politiche di Stati che stanno a migliaia di chilometriContinua a leggere “Tra Iran e Usa un accordo-fantasma che solleva dubbi”
- La marea giovane di Mélenchon contro la destra in EuropaChissà se in Francia, trascorsa la mediocre esperienza della presidenza Macron, il radicalismo di sinistra riuscirà a battere quello di Marie Le Pen e della destra. Chissà se, girato il vento, toccherà finalmente al leader di “France insoumise“ di vincere l’anno prossimo, proprio con l’appoggio dei giovani, la gara per l’Eliseo. (nandocan) Massimo Nava suContinua a leggere “La marea giovane di Mélenchon contro la destra in Europa”
- Disarmare l’Intelligenza Artificiale“Un punto di vista di parte sulle tecnologie”, sottolinea l’autore, riferendosi, con un compiacimento che peraltro condivido, alla recente enciclica di Papa Leone XIV sull’Intelligenza artificiale. Non è mai troppo tardi per richiamare alla vigilanza sull’impiego delle nuove tecnologie digitali. Eppure sono molti anni che autorevoli esperti della materia – penso anche al collega eContinua a leggere “Disarmare l’Intelligenza Artificiale”





