La Grande Politica di ieri ridotta alla sua reale dimensione di politichetta e relativi leader spesso svelati come caricature. Personaggi di casa, facile, ma tutto il mondo a catena, a far risaltare le contraddizioni di valutazioni politiche e personali del recente passato. La Germania in recessione economica, Macron quasi certamente rieletto, Orban probabilmente a casa, e la Polonia cattolica dei muri, costretta a pentirsi. Putin irrimediabilmente screditato, Trump che inciampa su Putin, Biden che forse perderà meno alle imminenti elezioni di medio termine, e la Cina di Xi che ora tratta alla pari con gli Stati Uniti. L’Europa sino a ieri spezzettata e critica verso la Nato spinta ancora più a Ovest attraverso un Atlantico sempre più piccolo e meno importante, la Russia verso l’Asia e la Cina, la sfida strategica tra regimi autoritari e democrazie incerte trasferita sul fronte del Pacifico. Con l’intero assetto politico economico del prossimo futuro assolutamente incerto. Il macello in Ucraina che non si sa quando e come andrà a finire, e tutto il resto attorno. Due spunti che a noi sembrano emblematici.
L’America solo ora oltre Trump
«I nervi a pezzi dei trumpiani», titola il Foglio, non accusabile di partigianeria di sinistra. Per contrastare Biden, i repubblicani inciampano nella loro stessa ideologia. Una trentina di deputati repubblicani americani hanno votato contro lo stanziamento di 13,6 miliardi di dollari in aiuto umanitario e militare all’Ucraina. «Questi stessi repubblicani che dicono che bisogna fare di più per sostenere l’Ucraina, che Joe Biden è debole e in ritardo». Ora la Casa Bianca ha gioco facile a rispondere, anche se in quei 1500 miliardi per ristrutturare l’America post pandemia, gli aiuti all’Ucraina erano solo di abbellimento.
Crisi repubblicana e autoritarismi
«I repubblicani in realtà attraversano una crisi più profonda», costretti a condividere oggi la politica di Biden rinnegando quasi tutta la politica estera trumpiana: «togliere fondi alla Nato, credere più a Putin che alla propria stessa intelligence, considerare Crimea e Donbas territori russi. Questo è quel che ha fatto Trump quando era presidente, e pure se tra i repubblicani il filoputinismo alimentato dal loro ultimo presidente è pressoché finito». Ora costretti a decidere se fare opposizione a Biden perché è troppo cauto contro Putin «o se sostenere Biden nella sua politica di soffocamento economico di Putin».
Raniero La Valle sul Manifesto
«Se le cose stanno come vengono oggi spiegate, per l’Ucraina e la Russia è in gioco la sopravvivenza, per l’una ad opera della Russia, per l’altra ad opera degli Stati Uniti», sostiene Raniero La Valle, «è fuori della realtà che Zelensky e Putin si siedano a un tavolo e aggiustino la guerra e il mondo». Inverosimile, salvo che al tavolo si siedano Putin e Biden. «Anzi è tanto verosimile che già ci stanno, anche se virtualmente per uccidersi». «Se vogliamo tornare a una realtà non virtuale bisogna abbandonare quel racconto della guerra in cui tutti fanno finta di credere e che non è quello vero e unico».
Le responsabilità del giornalismo
«I giornalisti che dovrebbero capire e spiegare i fatti come sono veramente», insiste il pensatore cattolico, senza tifoserie di appartenenza (e senza Mosca vietata dalla Rai, Ndr). «La guerra non è tra Russia e Ucraina. La guerra è tra la Russia e gli Stati Uniti, anzi per essere ancora più veri è tra lo schieramento dei partecipi alle sanzioni sotto la guida americana e la Russia».
Dentro ci siamo anche noi
«In ballo c’è l’assetto del mondo, dopo l’uso perverso della fine dei blocchi, tra gli Stati Uniti che vogliono il comando e tutto “il secolo americano” per sé, la Russia che non vuole essere messa ai margini o esclusa addirittura dal mondo e dalla storia, e la Cina che aspetta. L’Ucraina non c’entra niente anche se oggi paga per tutti e questa è la ragione principale della nostra pietà e del nostro dolore per lei, che è stata gettata da tutte le parti nella fornace senza alcun bisogno».
- Come se Dio non ci fossedi Raniero La Valle Cari amici, stiamo vivendo una svolta storica, carica di simboli e presagi, che nell’ultima settimana ha raggiunto probabilmente il punto di caduta più vicino all’abisso. Noi però abbiamo l’impressione che la fase stia cambiando e che forse nei prossimi mesi comincerà la risalita e torneremo a vedere la luce. Nell’incontro perContinua a leggere “Come se Dio non ci fosse”
- Il duo Trump-Netanyahu in che catastrofe precipitano il pianeta?Ennio Remondino su Remocontro La percezione della minaccia che incombe sul mondo sta diffondendosi oltre prevenzioni ideologiche o di schieramento. Trump-Netanyahu: uno dei due un criminale ricercato per crimini di guerra, e l’altro un caricaturale mancato Nobel per la pace che s’è fatto trascinare in una guerra catastrofica da cui la sua personalità disturbata nonContinua a leggere “Il duo Trump-Netanyahu in che catastrofe precipitano il pianeta?”
- Giu le mani da Silvia SalisIn politica più che in altri settori della vita pubblica, montare e smontare il protagonismo degli aspiranti leader è sport diffuso tra i media. Sempre meno complicato che entrare nel vivo delle questioni e del dibattito in corso. Vale per chi è dentro come per chi è fuori. Simpatizzare suona meno impegnativo di partecipare, figuriamociContinua a leggere “Giu le mani da Silvia Salis”
- Contro la guerrada Remocontro Nessuno è così stolto da preferire la guerra alla pace, poiché in tempo di pace sono i figli che portano alla sepoltura i padri, mentre in tempo di guerra sono i padri che seppelliscono i figli.(Erodoto). La guerra nutre se stessa (Tito Livio) Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loroContinua a leggere “Contro la guerra”
- La mancata insurrezione iraniana: ‘i curdi hanno rubato le armi’Temo proprio che non sia consigliabile, e in molti casi perfino impossibile prendere sul serio molte dichiarazioni dell’attuale presidente Usa (speriamo per poco, una rielezione sarebbe fatale). Gli osservatori più seri lo sanno ma fingono di prenderle in considerazione (per non rinunciare allo scoop), prendendone tuttavia le distanze. Tanti altri invece si affrettano ad amplificarleContinua a leggere “La mancata insurrezione iraniana: ‘i curdi hanno rubato le armi’”
