Azione

***di Massimo Marnetto, 14 marzo 2022

Motori, luci… AZIONE! Il movimento di Calenda diventa partito e lo acclama Segretario. L’ex ministro apre a tutti, meno 5 Stelle e Fratelli d’Italia. Una forza di centro (ma guai a usare questa definizione) che vuole dialogare con la ”parte buona” della Lega (Giorgetti), i liberali di Forza Italia (Brunetta-Carfagna) e – se si comporta bene e smette di fare il relatore a pagamento – anche con Renzi. E il PD? Con Letta è tutto uno scambio di promesse di collaborazioni, ma solo se il suo partito molla Grillo.

Insomma, Calenda pone condizioni precise a tutti, perché pensa che il 20 per cento ottenuto nelle suppletive di Roma, sia il consenso replicabile a livello nazionale. Nessuno dei suoi ha voglia di fare il guasta feste e riportarlo alla realtà (2% circa), anche perché il capo non vuole essere contraddetto. In tutto ciò, la cosa buona è che nasce un partito di centro, ascendente liberale e antifascista. Quella negativa è la natura monocratica del nuovo soggetto, un altro ”io” pronto a diventare l’ennesimo ego della bilancia.

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