Se aspettiamo che sia Berlusconi a decidere per far passare o meno una vera legge sul conflitto di interessi, ne parleremo a vuoto per altri vent’anni. Il premier Letta lo ha riproposto ieri come una priorità, con quanta determinazione non saprei dire, perché le due giovani speranze della democrazia italiana parlano ancora come dei vecchi democristiani. Perfino Renzi, il rottamatore. Sentite il suo commento, come riferito dall’agenzia AGI: “(AGI) – Roma, 24 gen. – “Sono vent’anni che ne parlano”, del conflitto di interessi, “fosse la volta buona…non c’e’ nell’accordo istituzionale”. Lo ha detto Matteo Renzi durante un’intervista a Virus, trasmissione di Raidue condotta da Nicola Porro. Rivolgendosi al giornalista, Renzi ha poi aggiunto ironicamente: “Mi vuole lasciare intendere che il premier voglia usare il conflitto di interessi per sabotare l’accordo” sulle riforme? “Io spero si faccia una legge sul conflitto d’interessi. Ma non credo che il presidente del consiglio usi questo pretesto per sabotare l’accordo” . Che tradotto dal democristianese vuol dire: se anche Berlusconi e Alfano sono d’accordo, ne possiamo parlare….Se ce ne fosse la volontà politica, come la situazione richiederebbe,sarebbe semplice, come ci spiega nell’articolo che segue il costituzionalista e specialista in diritto all’informazione Roberto Zaccaria (nandocan)
di Roberto Zaccaria, 24 gennaio 2014* – Letta aveva parlato già alla conferenza stampa di fine d’anno dell’intenzione di mettere all’ordine del giorno del programma di Governo il tema del conflitto d’interessi. La priorità viene riproposta oggi in collegamento con la nuova legge elettorale. Il tema è estremamente pertinente (e non improvvisato). Suona un po’ comica l’affermazione di chi dice oggi nel PD che il tema non risolto per vent’anni, non può essere riproposto. Sarebbe come dire che è caduto in prescrizione: una cosa incredibile!.
Piuttosto se questa volontà esiste si deve cogliere l’occasione per riprendere le proposte di legge già ampiamente istruite alla Camera, Commissione affari costituzionali, nella XV legislatura e poi riproposte, nella XVI, in due progetti di legge: uno a prima firma Bressa e l’altro Veltroni. Proprio nelle settimane scorse un gruppo di lavoro coordinato da me e da Passigli e con la partecipazione di Andrea Pertici e di Articolo 21 ha messo a fuoco una proposta che aggiorna la proposta di Astrid del 2007 ed il testo è già pronto.
Quindi il momento è opportuno più che mai. I conflitti nella nostra società sono numerosi ma quelli che coinvolgono gli uomini di Governo dello Stato e delle Regioni sono i più delicati. La Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa ci ha detto più volte che la nostra legge Frattini è gravemente insufficiente e gli stessi incroci tra politica e media sono ben lungi dall’essere risolti dalle stesse Autorità di garanzia che se ne sono occupate poco e male. Le proposte di legge non a caso riguardano anche il tema dei conflitti da parte dei membri delle stesse Autorita’.
* da articolo 21, il grassetto è di nandocan
