Non è scandaloso, scrive Marnetto, solo incompetenza nella gestione interna. Eppure il clamore sollevato nella stampa e in televisione da questa brutta figura dei Cinque Stelle farebbe pensare il contrario. Che sia giusto far loro pagare un prezzo per la pretesa “diversità”, può essere. Attenti però che una guerra mediatica sproporzionata non finisca per fare il loro gioco (nandocan)
Non è scandaloso che il M5S scopra che i furbi in Italia sono così infestanti, da germogliare anche nelle proprie aiuole. Tanto più, se non li protegge, ma li vuole cacciare. Quello che invece colpisce è l’incapacità di effettuare questi ovvi controlli prima di definire le candidature. Tanto più se questo tema è da sempre l’elemento più apprezzato non solo dagli elettori, ma anche da chi invoca da anni la discontinuità della fine di privilegi e super-stupendi.
Così, l’accusa d’incompetenza torna di nuovo a colpire, anche se questa volta si riferisce alla gestione interna. La toppa però è peggiore del buco visto che la prevista imposizione di un atto di dimissioni non sarebbe vincolante, perché incostituzionale. E anzi, aumenta il rischio di portare in Parlamento apolidi esposti ad adescamenti filogovernativi, in quanto senza più nulla da perdere, visto che hanno già subito la scomunica del Movimento.
E allora? Meglio un atto di clemenza costruttiva, che impegni i responsabili dei mancati versamenti a sanare i conti; e i responsabili dei mancati controlli preventivi a sanare le procedure interne di controllo. Riconoscendo il concorso di colpa del Movimento che non ha vigilato. E senza lasciare zebre fuori branco nelle aule, le prede preferite dei caimani.
