Ma l’ideologia c’è già, ed è quella espressa con straordinaria chiarezza nei “principi fondamentali” della nostra Costituzione (articoli 1-11) (nandocan)
***di Massimo Marnetto, 12 febbraio 2019 – Di equilibrismo si muore. “Né di destra, né di sinistra”, la formula che pareva superare le vecchie ideologie per aprire praterie di consenso sta divorando i suoi stimatori. Uno alla volta.
Dal Renzi che voleva prendere i voti a destra sporgendosi da sinistra; quelli dei lavoratori e Confindustria; quelli degli evasori in nero che amano il contanti e degli onesti che faticano ad andare avanti. Poi l’equilibrismo ha infettato i 5 Stelle, illusi che il vaffa trasversale applaudito in tutte le piazze, potesse liberarli dallo scegliere se schierarsi per gli oppressori o per gli oppressi, pensando di inventare il partito “oltre” fatto apposta per la società “liquida”.
Ora c’è Calenda, che vuole riunire gli europeisti in un’unica lista alle europee, per contrastare il sovranismo. Intento apprezzabile per chi non ha archiviato il Manifesto di Ventotene, ma viziato dalla solita tentazione di esporre pochi obiettivi, a prescindere da una ideologia. Che non è un pensiero tossico, ma una visione del mondo dettata da ideali precisi. Lo dico chiaramente: rivoglio l’ideologia perché i valori di cui è composta sono l’unico telaio affidabile su cui si può costruire una convivenza giusta e solida.
