Vergogna

di Massimo Marnetto

Serve un po’ di psicologia sociale. Le dimissioni di un politico – tipo Toti – sono provocate dalla vergogna. Che è il sentimento di isolamento di un soggetto, quando percepisce di essersi attirato la disapprovazione sociale con il suo comportamento. Se non esiste pubblica deplorazione  – ma solo chiacchiericcio privato – la vergogna non si attiva. In questo meccanismo referenziale è essenziale il ruolo dell’opinione pubblica. Che da noi c’è, ma è ancora insufficiente. 

Troppi non hanno tempo per leggere un giornale e informarsi; molti non vogliono esporsi per evitare grane; i pigri si auto-esonerano dalla fatica della critica pubblica nascondendosi nel fatalismo (”tanto non cambierà mai niente”). Per fortuna l’attivismo politico esiste nonostante tutto e nei giovani si va espandendo. Sono ottimista: la vergogna tornerà. E quando aumenteranno le dimissioni, calarà l’astensionismo.


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