La formula della speculazione è la stessa: sempre meno tempo, per vedere sempre più cose. Non devi assaporare la bellezza – per quello ci vuole tempo – ma devi solo farti un selfie al volo e mandarlo agli amici, come certificazione di divertimento. Conta quante cose hai visto, non le emozioni che hai provato.
Così il grande martello del turismo intensivo sgretola i centri storici e arricchisce gli speculatori-operatori del “week-end tutto incluso”. Spariscono residenti sostituiti da B&B; negozi, rimpiazzati da smercio di souvenir made in china, laboratori artigianali lasciano spazio a mega-gelaterie, fast-food e pizza-and-go. A Roma, per esempio, i residenti del centro sono calati al punto da essere inferiori a quelli dell’unità d’Italia. Per non parlare dell’agonia di Venezia e di altre città erose dalla “turistificazione”.
Il “pacchetto week-end” inquina come il sacchetto di plastica. La bellezza vuole calma, contemplazione, rispetto. Meglio un solo viaggio di “immersione”, che la frenesia dell’incursione. Occorre pensare a dei limiti, prima che le cavallette dei selfie distruggano tutto. E’ questa la vera invasione che dovrebbe preoccuparci.
