Il talk è in crisi. E’ piatto, perché tutte le dichiarazioni sono prevedibili. Il politico del Governo dice che ha ereditato una situazione difficile. Quello di opposizione elenca le contraddizioni. Il professore dice che il problema è a monte. Il sondaggista segnala astensione anomala. L’opinionista avverte che il tema è più complesso. Per rompere questa monotonia si chiama il montanaro, l’astrologo, l’attore, la filosofa, ma la solfa non cambia. /Macelleria DonbassL’Atlantismo felpato del Presidente Mattarella /Viva Roma e gli artisti di strada! (video)
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Talk show: zitto tu che parlo io
Questa ossessione del “ritmo” nei talk show televisivi, fino a sacrificarne la comprensione, che critica oggi Marnetto e anch’io ho deplorato più volte, è uno dei tanti frutti avvelenati dell’informazione spettacolo come la semplificazione della complessità, il privilegio accordato ai luoghi comuni, l’insopportabile sequenza di applausi da parte del pubblico in studio, l’invito ripetuto aiContinuaContinua a leggere “Talk show: zitto tu che parlo io”
Per questo cantano “Bella ciao”
Roma, 6 dicembre 2019 – Una rivolta morale e corale. E’ questo il messaggio che leggo nelle piazze affollate dalle “Sardine”. Contro la prepotenza e l’odio scatenati dal populismo mediatico, una tranquilla rivolta morale e corale che dal basso riporti un sereno confronto democratico nella vita sociale degli italiani e al centro della politica iContinuaContinua a leggere “Per questo cantano “Bella ciao””
Democrazia forzata
Roma, 18 gennaio 2018 – Una regola che ogni giornalista dovrebbe tenere a mente è che non sono mai le domande “cattive” quelle che mettono in imbarazzo l’intervistato, ma le domande che l’interlocutore non si aspetta, alle quali non si è preparato. Meglio ancora se non le attende neppure il pubblico, che avrebbe finalmente occasioneContinuaContinua a leggere “Democrazia forzata”
“La crossmedialità, una evoluzione progressiva di cui il giornalista deve essere protagonista”
Antonio Di Bella, appena nominato direttore di Rainews 24, risponde alle domande di Barbara Scaramucci, sulla rapida evoluzione a cui è costretto il giornalismo dalle nuove tecnologie. Rapidità e concisione si vanno ormai imponendo sempre di più come criterio principale della comunicazione. Il potere tende ad approfittarne per una politica semplicistica fatta di annunci e di slogan,ContinuaContinua a leggere ““La crossmedialità, una evoluzione progressiva di cui il giornalista deve essere protagonista””
Minacce o querele, nel mirino c’è il cronista d’inchiesta. Intervista a Sigfrido Ranucci
Da articolo21.org vi propongo questa intervista di un cronista televisivo che può dare una vaga idea di quanto possa essere scomoda la vita di un giornalista d’inchiesta quando non voglia limitarsi a porre domande scontate, anche se nei toni inutilmente aggressive, al personaggio da intervistare. Quella delle “querele temerarie” è una piaga che attende da troppo tempoContinuaContinua a leggere “Minacce o querele, nel mirino c’è il cronista d’inchiesta. Intervista a Sigfrido Ranucci”
Il torto di Marco Travaglio nella sua disputa con Santoro
Non so se Flores abbia assistito personalmente alla puntata di “Servizio pubblico”, io sì. Secondo me il torto di Travaglio non è quello ironicamente indicato da Micromega, bensì quello di essersi perfettamente adeguato al “pollaio” impedendo in perfetto stile Brunetta, con interruzioni e sovrapposizioni di voce, a Burlando come ad alcuni giovani ospiti presenti in trasmissione, di spiegareContinuaContinua a leggere “Il torto di Marco Travaglio nella sua disputa con Santoro”
Nelle gabbie dei talk-show
Roma, 16 settembre 2013 – Ci voleva la “presa diretta” di Corrado Iacona per restituire, dopo la lunga quanto immotivata pausa estiva, qualche pagina di buon giornalismo alla televisione italiana. Poi purtroppo hanno ripreso a spuntare come funghi i talk-show politici, a chiarire che la nuova stagione, ancor più di quella passata, non avrà comeContinuaContinua a leggere “Nelle gabbie dei talk-show”
