Come in tutte le dittature, quando muore un dissidente detenuto per critiche al dittatore, l’onere della prova s’inverte e vige la presunzione di colpevolezza del capo assoluto, salvo evidenza contraria (impossibile per Navalny, per indisponibilità della salma). Ma nonostante ciò, c’è ancora un Salvini, replicato dal fido Crippa, che secerne garantismo tossico, confondendo uno stato di diritto con uno stato di delitto.(Marnetto)
