Reader’s – 5 novembre 2022 rassegna web

Bisogna investire nella pace e non nella guerra, nella diplomazia e nella cooperazione e non sulla contrapposizione militare, sul disarmo e non sul riarmo. Quelli che con noi oggi marciano a Roma pensano che la politica deve fare i conti con la pace e con la richiesta di pace che viene da gran parte della società che sta pagando anche il prezzo delle conseguenze economiche e sociali (e per l’emergenza energetica) che la guerra in Ucraina sta provocando nel mondo: a partire dalle popolazioni dei paesi poveri che a causa dell’interruzione degli approvvigionamenti di grano stanno cadendo di nuovo in una drammatica condizione di insicurezza alimentare.