Stravolgimento climatico

Non ho mai gradito la vita di spiaggia nei mesi estivi: troppa gente, troppo caldo, troppa confusione. Anche quest’anno al mare stavo un’oretta nella tarda mattinata per il bagno e una passeggiatina sul bagnasciuga (preso alla lettera), tutto il resto della giornata me ne stavo rintanato in pineta. Forse potrei cambiare seguendo i consigli di Marnetto: al mare a maggio oppure a settembre/ottobre, non sarebbe una cattiva idea (nandocan)

di Massimo Marnetto

Aspettiamo la pioggia come un dono, che può liberarci dal caldo acuto di queste settimane e dalla siccità nei campi. Pronti a salutarla con gioia, come avviene nei paesi africani. ”Ormai l’ombra del patio di giorno e il venticello serale non bastano più a placare il caldo – mi dice un amico – Ho passato l’estate in campagna sigillato in casa con l’aria condizionata. Che mi ha creato una vera e propria dipendenza”.

Forse tra non molto, l’alta stagione sarà l’autunno. Forse inventeranno vestiti ”climatizzati” e cappelli con ventilazione interna a pile per passeggiare anche a 40 gradi. D’estate si lavorerà la sera e non più nelle ore soleggiate, come già succede per le vendemmie notturne. 

Non so se queste modifiche avverranno, ma di certo si percepisce la necessità di accorgimenti strutturali – e culturali – per far fronte al cambiamento della temperatura. Non è più questione di aggiustamenti, perché lo stravolgimento climatico ha assunto dimensioni anti-routinarie. La politica è pronta a organizzare la migrazione verso nuove abitudini? O preferisce ”non disturbare” con l’innovazione e salire a bordo del fatalismo ambientale climatizzato?


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