Stragi, annuncio positivo. Ma non basta togliere il segreto di Stato

O dal fatto che molti degli avvenimenti ancora sotto indagine da parte degli storici risalgono a tempi lontani per cui non c’è oggi il segreto di Stato, come la strage della stazione di Bologna avvenuta 34 anni fa.O che riguardano vicende che riguardano i rapporti tra lo Stato e il crimine organizzato su cui ci sono ancora procedimenti aperti,a cominciare dal processo di Palermo sulla trattativa più volte negata in tutte le sedi ufficiali tra lo Stato e la mafia. Ma, se si conosce meglio l’Italia e la collocazione dei documenti che contengono notizie interessanti per chi studia il passato,la sensazione che si ricava dall’annuncio del capo del governo è molto meno positiva e rassicurante di quanto hanno detto alcuni tra i più diffusi mezzi di comunicazione della penisola. E se ne sono fatti portavoce deputati e magistrati.

In primo luogo,infatti,”per illuminare tutte le zone grigie-ha detto Paolo Bolognesi ,deputato del PD e presidente dell’Associazione delle vittime della strage di Bologna” non basta togliere il segreto di Stato ma è necessario aprire tutti gli archivi militari,dei carabinieri e della Farnesina.Anche Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione delle Famiglie di Ustica,ridimensiona la portata dell’annuncio:”credo che sia uno slogan vecchio.Per la maggior parte delle stragi di cui parliamo non sono mai stati apposti segreti di Stato.”

Una posizione che Felice Casson, magistrato e parlamentare,presidente del Copasir afferma che “non c’è nessun segreto di Stato sulle stragi.Ma ci sono ancora una serie di atti che possono riguardare polizia o carabinieri che,se pubblici, possono contrabbandare a far luce su fatti del passato. Ci sono piuttosto, ha aggiunto Casson,atti che devono essere desecretati e riguardano i servizi segreti ma questo può farlo soltanto il governo.” Direi piuttosto di fronte a simili reazioni che si tratta piuttosto di un annuncio frettoloso e poco adeguato alla gravità degli avvenimenti che riguardano il  tormentato passato dell’Italia  dopo il 1945.

*da articolo 21   

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