Sei misure sicure e realizzabili per aprire l’Europa a chi fugge rischiando la vita

Roma, 9 febbraio 2016 – Sei misure sicure e realizzabili per evitare le morti in mare e consentire l’accesso protetto in Europa, superando Dublino. A proporle, nella pubblicazione “Ponti non muri”, il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR). Dall’asilo diplomatico al reinsediamento e ai programmi di sponsorizzazione, fino a un uso più flessibile dei visti e alle procedure d’ingresso protette. La pubblicazione, finanziata da Unipol Gruppo Finanziario, è stata presentata oggi a Roma.

Da anni siamo di fronte a una tragedia senza fine, spiega il CIR. Nel 2015  sono morti nel Mediterraneo 3.770 uomini, donne e bambini. Dall’inizio di quest’anno i morti e dispersi sono già 244 (dati Oim). Ma altrettanto pericolosa è diventata anche la rotta balcanica. L’obiettivo della pubblicazione “Ponti non muri” è quello di indicare e sostenere una serie di misure realizzabili per consentire a rifugiati e richiedenti asilo di arrivare in modo protetto e legale nel nostro continente.

Sei, come ho detto, i meccanismi proposti dal Cir, che troverete descritti nel “redattore sociale” di oggi. E hanno in comune diversi aspetti: innanzitutto l’identificazione avviene prima dell’arrivo del richiedente asilo nello Stato di destinazione, dove i profughi arriverebbero direttamente, superando nei fatti il Regolamento Dublino III . Anche l’accoglienza e l’integrazione sono programmate prima del suo arrivo.

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