Se il governo teme di perdere consenso

di Massimo Marnetto

E’ passato quasi un anno da quando si è insediato il Governo ”pronto”. Invece Giorgetti non ha soldi (finanziaria), Figliuolo non ha date (alluvionati), Piantedosi non ha un piano di accoglienza (immigrati), Schillaci non ha medici (ne mancano 30 mila), Valditara non ha insegnanti (concorsi in ritardo cronico) e la Meloni non ha parole (silenzio su Vannacci e Giambruno).

Così il Governo ricorre alla vecchia regola: se temi di perdere consenso, inventati una bella modifica alla Costituzione (premierato). Intanto la Meloni, come la buonanima, si dà alle bonifiche, proclama di voler spezzare le reni a Putin e invoca – per interposto cognato – l’autarchia (sovranità) alimentare. Ma il Pil cala, gli occupati pure: non vorremmo trovarci presto alla donazione dell’oro alla Patria.


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