Non è difficile immaginare la delusione di molti di coloro che, come Massimo e il sottoscritto, presero parte alle iniziative dei Girotondi. Ma ad un pubblicista attento e intellettualmente onesto come Luigi Manconi si può perdonare una piccola scivolata nel superficiale, come in effetti è questa (nandocan)
***di Massimo Marnetto
Non sono d’accordo con Manconi.
Ho dato il mio contributo ai Girotondi e non ho visto “élite chiuse o apparati settari”, ma partecipazione diffusa e spontanea da proto-Sardine. Non c’era nemmeno “un leader autoritario né sedicente carismatico”, visto che Nanni Moretti – l’esponente più conosciuto di quella stagione – ha sempre rifiutato quel ruolo ed è tornato al suo lavoro dopo essersi esposto unicamente per dovere civile, in un periodo di montante berlusconismo verso il quale il più grande partito di sinistra non riusciva a dire “cose di sinistra”. Mi dispiace che Manconi, di solito accurato nelle analisi, abbia addensato in una “marmellata di movimenti”, realtà invece molto diverse per cause, fasi ed evoluzioni.
