Ma visto che il vittimismo giudiziario paga (vedi Salvini), l’ex premier sta facendo di tutto per mettersi in mezzo alla questione, come il disturbatore televisivo Paolini, che entrava a forza nelle inquadrature dei giornalisti. Nessuno gli ha rimproverato niente, ma Renzi insiste ad affacciarsi sul caso dichiarando che “colpiscono loro per colpire me”. Guai a scansarlo dicendogli che la misura cautelare è normale se c’è rischio di reiterazione del reato, come per i suoi genitori. Ma lui impalla la vicenda e “non si sposta di un millimetro”.
Così dopo il tramonto politico e il flop come documentarista, Renzi ha trovato finalmente la sua vocazione: l’imbucato mediatico, unendosi alla schiera che lo vede insieme a Paolini, il ragazzo con i capelli rossi e il tizio che si morde la penna. Costringendo così la scienza a decretare che il presenzialismo è un’ossessione incurabile.
