***di Massimo Marnetto, 25 gennaio 2020 – “Qui c’è un ebreo” è la scritta in tedesco che è apparsa poco dopo l’indicazione “Qui c’è uno spacciatore” fatta a Salvini, che l’ha presa a pretesto per citofonare e diffamare una famiglia di tunisini. Dalla legittima difesa in casa propria, si è passati alla legittima persona lesa in casa altrui. “Ora si può – è il messaggio subliminale – . Non vergognatevi dei vostri pregiudizi. Le minoranze servono apposta per sfogare le frustrazioni. Fatelo senza sensi di colpa. La destra da sempre fomenta il linciaggio degli inermi come l’orgasmo di rabbia concesso al branco dei seguaci”.
Così la Giornata della Memoria si confonde con le giornate della cronaca. Il passato diventa il reflusso acido che sale nel presente. Il tempo non distanzia più la storia dalla politica. Svegliamoci dall’indifferenza, dall’astensionismo, dal familismo o sarà tardi. “Le nostre vite cominciano a finire, il giorno in cui stiamo zitti di fronte a cose che contano” (Martin Luther King)