Apocalittici, così li chiamano. Parole come quelle che seguono, scritte da Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace, su articolo 21, sono liquidate nella distratta considerazione dei governi come inutile allarmismo. Un po’ più di attenzione forse riceveranno, non fosse altro che per l’autorità morale del pontefice, i moniti contenuti nell’enciclica “Laudato si’”. Ma nonostante questi ultimi siano confortati dal moltiplicarsi delle catastrofi climatiche in ogni parte del mondo, non c’è molto da illudersi su una risposta adeguata dalla prossima,ennesima conferenza sul clima, in programma a Parigi. “La miope costruzione del potere – annota Papa Francesco al paragrafo 178 della sua lettera pastorale – frena l’inserimento dell’agenda ambientale lungimirante all’interno dell’agenda pubblica dei governi. Si dimentica così che ‘il tempo è superiore allo spazio’, che siamo sempre più fecondi quando ci preoccupiamo di generare processi, piuttosto che dominare processi di potere. La grandezza politica si mostra quando, in momenti difficili, si opera sulla base di grandi principi e pensando al bene comune a lungo termine. Il potere politico fa molta fatica ad accogliere questo dovere in un progetto di Nazione”. Ma se le cose stanno così, dovranno essere i cittadini, ogni singolo uomo di buona volontà, a mobilitarsi per imporre, ebbene sì imporre, al potere politico questo dovere. Anche quando questo richiede una differente scala di priorità negli investimenti pubblici e il ridimensionamento di quelli privati. Consapevole, ciascuno di noi, del prezzo dovuto alla necessità di intaccare con equità il livello dei consumi superflui . Prima che sia troppo tardi (nandocan)
Marcia per la terra, in migliaia per le strade di Roma per Enciclica Papa Francesco
***di Flavio Lotti, 9 novembre 2015 – Accadrà all’improvviso. In un attimo. Sotto i nostri occhi. Sarà incredibile, orribile, terrificante. Ma sarà troppo tardi per fare qualsiasi cosa. Il tempo sta cambiando e con il tempo la vita sulla terra. Ancora oggi fatichiamo a credere che possa coinvolgere anche noi. Ma è solo questione di tempo. E verrà il giorno. In pochissimo tempo abbiamo devastato irreparabilmente quello che la natura aveva creato nei secoli. In pochi decenni abbiamo distrutto, inquinato, manipolato l’aria, l’acqua, il suolo, la natura, gli animali in un modo così violento da provocare sofferenze enormi a milioni di persone e da pregiudicare la vita di tantissimi altri.
Dobbiamo imparare ad abitare il mondo in un altro modo: prendendoci cura gli uni degli altri e dell’ambiente che ci circonda, ci nutre, ci sostiene. E dobbiamo farlo ora, oggi. Per questo la Marcia per la Terra che si è svolta ieri a Roma è stata importante. Perché ci spinge a cambiare atteggiamento, ne sottolinea l’urgenza. Perché ci aiuta a farlo collettivamente, a vincere la pigrizia, le paure, la rassegnazione che albergano in ciascuno di noi. Perché ci incoraggia a diventare protagonisti di una grande mobilitazione di coscienze, gruppi, chiese, associazioni, scuole, istituzioni che deve crescere ed estendersi in ogni dove.