Pif e i “marziani” di Trieste

Per le persone anziane come me costrette a fare i conti con qualche forma, sia pur lieve, di invalidita’, l’assistenza offerta dagli immigrati difficilmente avrebbe trovato oggi un’alternativa locale a un costo ragionevole e in regola con la legge. Ma vale anche per altri tipi di lavoro. Quanto alla scorrettezza o all’illegalita’ del rapporto, credo sia piu’ facile trovarla nei datori di lavoro che nei lavoratori e piu’ tra gli italiani che tra gli immigrati, per il rischio che i secondi corrono di essere rispediti al paese di origine. Tuttavia e’ possibile che gli immigrati dai paesi poveri si accontentino piu’ facilmente, agli inizi, di un tenore di vita “spartano” ma e’ solo questione di tempo. (nandocan)

di Massimo Marnetto

Sono rimasto colpito dalle puntate che Pif (Caro Marziano – Rai3 20,20) ha dedicato ai volontari di Trieste, che assistono i migranti della rotta balcanica. Sono triestini normali, che hanno iniziato a vedere queste persone nei giardini e a occuparsi di loro. Anche signore che prima giravano alla larga, ora portano vestiti, cibo, dentifricio, assorbenti e curano anche le piaghe dei piedi, come fosse sempre un laico Giovedì Santo. Hanno ottenuto anche i secchi chiusi anti-gabbiani, per evitare che lo spargimento dei rifiuti da parte degli uccelli, fosse imputato ai ”clandestini che sporcano”. ”E ora – dice una di loro – non c’è una carta in giro”.

Questa umanità solidale e intelligente ha un impatto politico enorme. Conferma che la micro ospitalità diffusa – sintesi tra impegno delle Istituzioni locali e azioni del volontariato – è molto più efficace della grande concentrazione abbrutente nei CPR. Ma la modalità umana ha il difetto di non essere funzionale alla propaganda di destra, fondata su paura e segregazione. E così, resta roba da Marziani.


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