Mi unisco anch’io al ricordo di un vecchio e bravo collega del Tg2, con un abbraccio affettuoso alla carissima Rita Mattei (nandocan)
***di Valter Vecellio, 1 gennaio 2015 – Cari amici di “Articolo 21”,
forse contravvengo a un suo desiderio di discrezione e di “pudicizia” di comportamento; spero che, ovunque si trova, mi voglia perdonare. Lui, Piero Arrighi, che l’altro giorno se ne è andato; e la sua compagna e moglie, la mia e nostra carissima Rita Mattei. Piero se ne è “andato” come ha voluto: in punta di piedi; senza “disturbare” e farsi compatire, e sa il cielo se ne avrebbe avuto tutti i motivi, per il doloroso vero e proprio calvario che ha dovuto patire negli ultimi tempi. Ha fatto l’ultimo viaggio come desiderava, stretto ai suoi cari e con gli amici; ora che “riposa”, una qualche parola, un “grazie” voglio comunque cercare di dirlo.
Piero l’ho conosciuto tardi; già si era speso professionalmente, e tanto aveva dato, come cronista e come capo redattore all’agenzia “Italia”, e nei giornali a cui ha lavorato. Del suo scrupolo professionale, del suo impegno, del suo rigore, delle radicate opinioni che erano il suo patrimonio umano e culturale e che sapeva coniugare con l’impegno di “hombre vertical”, ne possono parlare i tanti che con lui hanno lavorato e vissuto; e molto meglio di quanto potrei fare io. Io posso aggiungere solo qualche ulteriore tassello, per confermare il suo essere persona straordinaria, come ben sa chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.
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