Migranti-Ue, fatto l’inganno trovata la legge

A casa nostra non li vogliamo, ma siamo noi che siamo andati a casa loro per primi. Con le armi in pugno li abbiamo invasi, derubati delle loro ricchezze, venduti come schiavi, sfruttati con  il commercio internazionale e corrotti con le dittature. Dovremmo sentirci in debito con loro, ma per i nostri paesi capitalisti l’unico debito, non soltanto morale, che conservano i discendenti per le colpe dei padri è il debito pubblico accumulato nelle banche (nandocan)

***di Piero Orteca, 30 giugno 2018* – Una volta si diceva “fatta la legge, trovato l’inganno”. Oggi, invece, visto l’accordo (si fa per dire) raggiunto a Bruxelles sul problema dei migranti, potremmo tranquillamente capovolgere questo assunto: “Fatto l’inganno, trovata la legge”. Quel furbacchione di Macron, quella ipocrita della Merkel e i Paesi “duri e puri” del blocco di Visegrad sono riusciti a far ingoiare all’Italia un documento che vale carta straccia. Una congerie di promesse formali senza basi sostanziali, che assomiglia tanto a una letterina indirizzata a Babbo Natale. La verità è che i disperati che scappano dall’Africa e dal Medio Oriente non li vuole nessuno.

Come si chiama questa strategia tanto europea? Semplice: scaricabarile. Porre la questione sul piano del “volontariato” dei singoli Stati e su quello, subdolo, delle responsabilità accollate al “Paese di prima accoglienza” è peggio che un errore. E’ un atto di cinismo, di arroganza e di strabismo senza scrupoli. Destinato a eludere un problema che oggi parte da Capo Passero, ma che domani arriverà in Lapponia. E’ciò che hanno capito in pochi, perché nessuno perde tempo a leggere carte, previsioni statistiche (più o meno fatte sparire dalla circolazione) e i tanto vituperati “algoritmi”.

I numeri sono sassate. E chi si gira dall’altro lato, facendo finta di niente, si ritroverà prestissimo a fare i conti con un esodo biblico. Anzi, con uno tsunami senza appello. Noi facciamo i radiologi, non i chirurghi: mostriamo il fenomeno nelle sue reali dimensioni, senza nascondere il sole con la rete. Sono i politicanti del Vecchio Continente a dover trovare una soluzione. L’emergenza migranti, visti i flussi attuali, oggi non c’è. Punto. Una provocazione? No, è la sacrosanta verità. Il vero algoritmo dell’Apocalisse rispecchia quello che potrebbe succedere invece fra qualche anno.

I migranti “potenziali” da Africa e Medio Oriente, calcolando gli “internally displaced”, cioè coloro che non hanno più una casa, nel 2017 erano circa 13 milioni. Generati solo da guerre e disastri naturali. Poi bisogna aggiungere quelli “economici”, la vera bomba a orologeria. Se si fa una semplice equazione, incrociando tasso di natalità, reddito pro-capite e disponibilità di risorse primarie (pane, acqua, una soglia minima individuale di zuccheri, proteine e grassi), coloro che potrebbero scappare dal Continente Nero sono centinaia di milioni. Per non crepare letteralmente di fame e di sete.

Noi faremmo lo stesso. E allora, o sepolcri imbiancati, di che stiamo parlando? Della punta dell’iceberg, è ovvio.

*da RemoContro, il grassetto è di nandocan.

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