Se la qualità di vita di una città – qualunque essa sia – deve dipendere da eventi straordinari sportivi, vuole dire un paio di cose. La prima, è che non vi è una buona programmazione – con i dovuti fondi – per le esigenze ordinarie delle nostre città. La seconda, è che in nome dello sport vengono concesse deroghe contabili e urbanistiche abnormi, che spessissimo comportano conseguenze negative in entrambi gli ambiti per anni.
Insomma, non si trovano i soldi per asili, case popolari, per mille altre necessità pressanti, ma quando si pronuncia la parola magica “olimpiadi” tutte le porte si aprono. No, non va bene: questa ludocrazia è patologica.
