Questa volta vale la pena di pubblicarla per intero la newsletter dell’amico Raniero sul sito dell’associazione che segue e dirige. Per la verità i più anziani tra noi, impegnati a sinistra, si sono sempre lamentati anche nella seconda metà del secolo scorso e anche dopo la fine della guerra fredda della subalternità “atlantica” dell’Italia agli Stati Uniti e al blocco occidentale. Ma la sempre proclamata “fedeltà all’alleanza” non ha impedito ai più autorevoli politici di allora di svolgere in varie circostanze un ruolo politico attivo di collaborazione e di pace con il “terzo mondo” a noi più vicino e perfino con i paesi del blocco orientale. E dall’altra sponda del Mediterraneo si guardava all’Italia con simpatia e amicizia. Oggi invece…sono cambiati i governi oppure gli italiani? Leggo sul Manifesto che “ieri ha fatto il giro della rete la caricatura che l’attivista israeliana Sigal Avivi ha postato su Facebook, in cui si vede Salvini che viene “sbiancato” nella “lavatrice Yad Vashem”. Il passaggio per il Memoriale dell’Olocausto di Gerusalemme, afferma l’attivista, «è usato da Netanyahu per trasformare in sinceri amici di Israele personaggi che si sono distinti non solo per gli attacchi a profughi e richiedenti asilo ma anche per atteggiamenti e dichiarazioni antisemite. La memoria della Shoah – aggiunge Avivi – non deve essere manipolata per gli interessi politici di Netanyahu. Esorto i responsabili dello Yad Vashem a non permettere questo uso distorto del Memoriale». Avivi oggi parteciperà con altri israeliani a una protesta contro Netanyahu e l’arrivo di Salvini al Memoriale dell’Olocausto.(nandocan)
Adesso, proprio quando si pretende che sia “prima l’Italia”, l’Italia non c’è.Non c’è tra i firmatari del Trattato dell’ONU per la interdizione delle armi nucleari, non c’è più con l’operazione “Mare nostrum” e ormai neppure con le ONG per salvare i naufraghi nel Mediterraneo, non si è ricordata il 10 dicembre del settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, non c’era a Marrakech quel giorno per la firma del patto mondiale contro la rottamazione e il bruciore della Terra,né si è ricordata dei genocidi in corso, quello dei Rohingya laggiù e dei migranti qui sulle vie di fuga dalla Libia e dagli altri inferni provocati da noi.
Né si dica che ciò è a causa del populismo che governa l’Italia.Non è il populismo, che è il modo spregiativo per dire “popolo”, ma l’irrealtà che oggi governa l’Italia e la rappresenta sui media, il popolo non vuole affatto la guerra nucleare né la distruzione della Terra, né lo straripamento delle acque, né i naufraghi ributtati in mare o nelle loro prigioni, né i genocidi comunque camuffati. Ma se il verbo rimesso in auge e veicolato nella cultura comune è di nuovo quello dei ghetti e del razzismo, è facile che dal popolo sgusci qualche mentecatto che svelle le “pietre d’inciampo” incastonate contro l’antisemitismo nelle strade di Roma.
Intanto Amnesty International pubblica il suo rapporto 2017-2018 in cui si documentano tutte le violazioni dei diritti umani di cui la Repubblica italiana già nel 2017, governando Gentiloni, si era resa colpevole. La speranza è pertanto che l’Italia ritorni. Con i più cordiali saluti, http://www.chiesadituttichiesadeipoveri.it
