Mentre i governi europei, Italia compresa, discutono ancora (con molta discrezione e nell’indifferenza dei media) se continuare a vendere o no le loro armi all’Arabia Saudita (nandocan).
Indignazione umana distratta
Dall’Unicef dati ancora peggiori: 11 milioni di bambini -l’80% del Paese- che hanno bisogno di assistenza umanitaria. Paese sull’orlo del collasso, Yemen far west. Tutti, in ogni momento della giornata, possono finire nel mirino del nemico. Un triste capitolo della diplomazia fatta di accordi sotto banco, doppiezze, ipocrisia. Quanti bambini devono ancora morire per un’ammissione di complicità da parte delle potenze che alimentano questa guerra da oltre tre anni? È la domanda dei pochi testimoni sul campo. Prove di crimini di guerra perpetrati regolarmente, responsabili noti, ma l’indignazione planetaria, sollecitata ad altre mobilitazione politicamente più utili, ancora non si riscuote.
Le bombe occidentali
Proprio in questi giorni, diversi Paesi europei -Italia compresa- stanno discutendo se vendere o no le bombe all’Arabia Saudita. Dopo la clamorosa retromarcia della Spagna, annota Matteo Carnieletto su ‘Gli occhi della guerra’, la Germania ha deciso continuare a vendere armi a Riad. La prima spedizione di armi tedesche a Riad da marzo, quando il governo della cancelliera tedesca Angela Merkel aveva annunciato un bando alla vendita di armi ai Paesi coinvolti nella guerra in Yemen. Ora la regressione per problemi di politica interna. Elisabetta Trenta, ministro italiano alla difesa. sulle bomba montate in Sardegna, vendute a Riad e lanciate sullo Yemen, scarica sugli esteri la responsabilità dell’autorizzazione alla vendita, e prende le distanze dalle decisioni dei precedenti governi.
Divieti, trucchi e convenienze
Le legge 185 del 1990 vieta esplicitamente la vendita di armi a «Paesi i cui governi sono responsabili di accertate violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti dell’uomo». L’Arabia Saudita rispetta i diritti umani? Alleato politico (e petrolifero) occidentale/americano, diventa difficile e/o poco conveniente riconoscere la verità. E quindi, o silenzi, o trucchi (società estere che lavorano in casa nostra, “non siamo noi”). Ma alla fine, concludi di fronte ai dati di Save tha children, il vero problema dello Yemen non sono le bombe. O, almeno, non sono il principale problema. Ad uccidere di più sono ora i figli dannati della guerra: la carestia, il colera e la fame. Da tempo l’Arabia Saudita sta portando avanti un vero e proprio assedio umanitario per cercare di piegare la popolazione dello Yemen. Un assedio che ha provocato la diffusione di malattie e di malnutrizione che hanno colpito essenzialmente i civili.
