Ieri c’è stata una prima reazione pubblica della GUE (sinistra unitaria europea) nell’aula di Strasburgo, come mostra la foto pubblicata e commentata da Eunews, un sito che val la pena di seguire con attenzione (nandocan).
***16 luglio 2014 – Protesta in Aula della Gue contro il Ttip, il trattato di libero scambio tra Usa e Ue. I deputati della Sinistra unita hanno esposto dei cartelli chiedendo lo stop ai negoziati. Parlando in Plenaria a Strasburgo, Helmut Scholz, coordinatore del gruppo per il commercio internazionale, ha chiesto che venga avviata una consultazione pubblica sul tema.
Al commissario Karel de Gucht in audizione al Parlamento ha detto: “Pensa davvero che i piccoli produttori e i consumatori desiderino un’ulteriore liberalizzazione degli scambi di prodotti agricoli? Vi assicuro che non è così”. “Agli occhi dei nostri cittadini – ha continuato – gli Stati Uniti sono colpevoli di spionaggio e furto di dati e non c’è fiducia in questi negoziatori. Finché gli americani non vogliono impegnarsi a proteggere i dati dei cittadini dell’Unione europea e a rispettarci non vi è alcuna base per un accordo commerciale”.
L’esercito delle lobby al lavoro per influenzare il Ttip, il libero scambio Ue-Usa
Il Ttip, il Transatlantic Trade and Investment Partnership, l’accordo commerciale che mira a liberalizzare gli scambi tra Europa e Stati Uniti, è da mesi al centro di trattative tra il vecchio e il nuovo continente. Il giro di affari stimato è di 119 miliardi l’anno per l’Europa e 95 per gli Usa. Una torta veramente grande e che fa gola a molti, per questo fin dall’inizio il lavoro dello lobby è stato piuttosto intenso. Il principale gruppo di pressione sulla Commissione europea è stato fino a questo momento quello del settore agroalimentare di cui fanno parte multinazionali come Nestlé e Mondelez (la ex Kraft) ma anche la Food and Drink Europe, il più grande gruppo lobbista europeo che rappresenta aziende del calibro di Coca Cola e Unilever. Multinazionali alimentari, agro-commercianti e produttori di sementi hanno avuto più contatti con la Direzione Generale Commercio che i lobbisti della farmaceutica, chimica, industria finanziaria e di auto messi insieme. È quanto risulta da una ricerca effettuata dal Corporate Europe Observatory (CEO), un gruppo di ricerca che lavora per la trasparenza nel rapporto tra lobby e istituzioni comunitarie, che ha pubblicato una serie di infografiche sul lavoro delle lobby a Bruxelles rispetto ai negoziati del Ttip.
