Io non ci sto più

Guendalina Middei (Professor x) su Facebook

In tanti mi avete chiesto: «ehi prof, ma che ne pensi del caso Chiara Ferragni? Dello scandalo dei panettoni?»

Ne ho sentite di tutti i colori in questi giorni: c’è chi ha tirato in ballo il governo, chi «siccome i politici rubano da anni e si nascondono dietro l’impunita, in fondo la Ferragni non è tanto male perché ha chiesto scusa e ci ha messo la faccia», chi sostiene che le sue scuse siano tutte una messa in scena. Ma sapete cosa mi fa davvero rabbia? Che in tutta questa storia è sempre lei, Chiara, ad essere al centro dei riflettori. L’ospedale, la beneficenza, i bambini malati… l’unica cosa che interessa alla gente e alla stampa è stato commentare come si è vestita la Ferragni e quanti follower ha perso.

Ecco, io non ne posso più!

Ne ho davvero le scatole piene, non esito a dirlo! Non ne posso più di leggere continuamente sui giornali dell’ultima vacanza di Chiara Ferragni, di dove va a fare shopping o quante volte ha starnutito nel corso della giornata. Conosco giovani pieni di talento e di passione che lavorano come camerieri per ottocento euro al mese in un paese dove la meritocrazia è un sogno e le pari opportunità un’illusione!

È inaccettabile che non si dia mai voce alle migliaia di insegnanti, scienziati, medici, musicisti, ballerini, ingegneri, archeologi, pittori, storici, a gente cioè che avrebbe veramente qualcosa di interessante da dire, e che i giornalisti, pagati da noi contribuenti, si siano trasformati nell’ufficio promozionale del Chiara Ferragni brand. Ecco, quanti di voi hanno mai sentito parlare su qualche giornale o in qualche trasmissione televisiva di Peter Handke? Di Annie Ernaux? Di Olga Tokarczuk? Chi sono? Sono soltanto i vincitori del premio Nobel della letteratura di questi ultimi anni.

Una società che ha fatto dell’ignoranza un vanto

Tempo fa scrissi su questa pagina: «il pensiero viene continuamente snobbato in una società che ha fatto dell’ignoranza un vanto, che si eccita e va in visibilio davanti alle affermazioni di Chiara Ferragni.» In tanti mi accusarono di essere piena di pregiudizi, perché Chiara Ferragni si era laureata alla Bocconi e non era certamente una donna ignorante! Già, peccato che il soggetto della frase fosse la «società» e non «Chiara Ferragni». In troppi ormai non sanno più capire il senso di un discorso! Non sanno neanche più riconoscere il soggetto di una frase! Ed è proprio questo il punto: abbiamo toccato il fondo!

Spegneteli questi riflettori !

E allora sì, è davvero arrivato il momento di spegnerli questi benedetti riflettori. È arrivato il momento in cui le istituzioni e i giornali facciano qualcosa in favore della cultura. Lasciamo Chiara Ferragni ai suoi trenta milioni di follower, alle sue società che ogni anno fatturano non so neanche quanti milioni, ai suoi accessori che costano più di quanto guadagni un insegnante in un anno, ma SPEGNETELI questi riflettori!

Perché io #iononcisto più!

Guendalina Middei, anche se voi mi conoscete come Professor X ➡️ Se vi piace ciò che pubblico, potete trovarmi anche su Instagram, dove vi parlerò dei grandi classici, mi trovate a questo link: https://www.instagram.com/ilprofessorx


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