Gli ultras in Parlamento legittimano quelli negli stadi.

Mi associo a quanto scrive Massimo, ma temo che questa vergogna sia destinata a ripetersi finché la politica non provvederà a restituire al Parlamento i poteri e i doveri che la Costituzione affida ed impone a chi ne fa parte. E prospettare il vincolo di mandato da parte dei leader non collabora ad accrescere il senso di responsabilità di ciascuno (nandocan).

***di Massimo Marnetto, 29 dicembre 2018 – Nelle ultime sedute di discussione della manovra finanziaria è stato un crescendo di disordini in aula. Intendiamoci: l’abuso del voto di fiducia sulla più importante legge nazionale è stato clamoroso. Giustificate le reazioni di fuoco di chi ha protestato. Ma vedere parlamentari correre verso gli avversari in cerca di contatto fisico, lanciare documenti contundenti, gesticolare e urlare anche dopo essere stati placcati da commessi anti-rissa è davvero un pessimo esempio per il Paese. Questa non è passione, ma decadenza violenta che ha contagiato il Paese.

Adesso la rissa pubblica – una volta vista come un incendio da domare subito su un autobus o in strada grazie a pacieri volenterosi che sentivano il richiamo dell’emergenza – ora è percepita come gesto di estrema normalità. Ha iniziato la tv, piena di format di conflitto programmato, dove la “piazzata” fa spettacolo. Poi, c’è stato l’avvento del famoso critico litigioso, che insulta per essere invitato ed è invitato per insultare. E la cancrena si è estesa su, fino ad arrivare al Parlamento, dove i politici più sono limitati, più sono aggressivi. Che facciamo: chiudiamo anche le Aule per due giornate? O ridiamo valore all’autocontrollo?

Per il 2019, vorrei vedere una “tolleranza zero” per gli ultras nelle Aule, perché io mi vergogno del mio Parlamento.

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