***da Oliveto, 23 maggio 1994 – Ringrazio con gratitudine per la prontissima adesione alla proposta per la costituzione di Comitati in difesa della nostra Carta Costituzionale. Invio il testo completo del discorso che ho tenuto a Milano alla Fondazione Lazzati, in occasione dell’anniversario della sua morte. In esso ho avuto anche occasione di spiegare più diffusamente il mio pensiero relativamente alla Costituzione, alle sue parte modificabili e a quelle assolutamente inviolabili.
Non nascondo che le mie preoccupazioni in questo momento sono massime, e non credo di esagerare se intravedo una trappola tesa dal nuovo ordine di cose specificamente ai cattolici. Non posso dimenticare che anche l’altra volta, più di settant’anni fa, tutto è cominciato nello stesso modo: con defezioni minime, ma poi gradualmente crescenti, dei cattolici. Ho ancora presenti gli articoli e le cronache della Civiltà Cattolica dal ’20 al ’24, che ancora, non un’editoriale del suo direttore, il Padre Rosa, cercava di scagionare dopo il delitto Matteotti la responsabilità del Regime, e preparava, così, all’acquiescenza al colpo di stato del 3 gennaio 1925.
[Credo che ancora oggi si possa rileggere con una certa utilità la biografia di Pio XI, scritta poco dopo la morte, da Luigi Salvatorelli, di ispirazione laica e nella prima parte non tenero verso la condiscendenza del Papa, ma poi all’ultimo, leale nel riconoscere, anche con una certa commozione, il ripensamento pontificio e i tentativi generosi del Papa in senso contrario ai suoi primi anni di pontificato].
Né vale addurre l’argomento che il governo Berlusconi contiene in sé elementi contraddittori che prima o poi si sfascerà. Questo argomento lo si adduceva per i governi fascisti, che invece si sono sempre consolidati. C’è voluta una guerra, e una guerra clamorosamente perduta, perché il Gran Consiglio e il Re mettessero Mussolini con le spalle al muro.
Per questo auspicherei anche da parte delle sinistre un’opposizione più unitaria, più organica e più di principio.
Ora la mia preoccupazione fondamentale è che si addivenga a referendum, abilmente manipolati, con più proposte congiunte, alcune accettabili e altre del tutto inaccettabili, e che la gente totalmente impreparata e per giunta ingannata dai media, non possa saper distinguere e finisca col dare un voto favorevole complessivo sull’onda del consenso indiscriminato a un gran seduttore: il che appunto trasformerebbe un mezzo di cosiddetta democrazia diretta in un mezzo emotivo e irresponsabile di plebiscito. Quante volte questo è accaduto con grande facilità nella storia anche recente, e nostra e di altri Paesi europei!
Perciò assegnerei ai Comitati che ho auspicato il compito di incominciare a preparare l’opinione in vista di questi referendum, in senso molto differenziato e chiaro, che isoli, se possibili, le proposte sane da quelle intrinsecamente inaccettabili; o altrimenti prepari alla possibilità di un rifiuto globale.
Con tanta cordialità e gratitudine faccio i migliori auguri per tutto il vostro lavoro.
Giuseppe Dossetti
