Fermatevi, il delirio di onnipotenza vi può distruggere

(Lettera aperta all’Ambasciatore di Israele)

Che siano arrivati a sparare intenzionalmente a una base dell’ONU è davvero incredibile e inammissibile, come ha detto ieri sera Prodi a “Otto e mezzo”. Ma, a differenza di Marnetto, non credo si tratti di “delirio di onnipotenza”, semmai del vittimismo di una “diversità” perseguitata – come in effetti è stato per secoli il popolo ebraico – che sarebbe condannata a dominare per non essere dominata. Dagli altri paesi gli israeliani non si aspettano niente di più che di essere tollerati. Anche quando sono benvoluti come dagli Stati Uniti di cui godono la protezione (e un largo finanziamento) pronti tuttavia a diffidarne alla prima occasione. La dice lunga che perfino un leader politico come Netanyahu, l’”americano” di Israele, debba prendere le distanze dalla Casa Bianca quando Biden lo scoraggia dal tentar di portare Gaza sotto un controllo definitivo. Continueranno a sentirsi diversi e perseguitati (e costretti ad allargarsi per questo) . Basta confrontare la cartina geografica di Israele nel 1948 con quella di oggi per avere un’idea di chi perseguita e invade chi. (nandocan)

di Massimo Marnetto

Ambasciatore Alon Bar,  (mail: adm-sec@roma.mfa.gov.il)

scrivo per protestare nei confronti del suo Governo per i colpi che l’esercito di Israele ha sparato intenzionalmente contro la base Unifil in Libano, gestita da militari italiani. L’intento intimidatorio è evidente e confermato dall’avviso – irricevibile – di abbandonare quel presidio di interposizione di pace. Dall’Italia vediamo un pericolo mortale per Israele: il radicalismo religioso ebraico sta trasformando una democrazia in una sanguinaria teocrazia. Un dramma, perché solo la laicità può conservare la dio-diversità e sedare la pulsione dell’intolleranza religiosa, che spesso diventa pretesto di massacri – come quello del 7 ottobre patito dagli israeliani –  e di sopraffazione, come quella metodica inflitta da decenni ai palestinesi. 

Ambasciatore Alon Bar,

per la considerazione che mi lega ai tanti intellettuali israeliani che hanno illuminato la cultura del suo Paese e non solo, devo segnalarle che il bombardamento delle postazioni dell’Unifil è solo l’ultimo atto di numerosi crimini di guerra consumati dall’IDF, che stanno facendo precipitare Israele nel delirio di onnipotenza, la più grave patologia di uno Stato. Come amici della parte migliore di Israele, chiediamo che il suo Governo si fermi e rifletta sulle conseguenze della sua arroganza militare, prima di estendere la guerra – e i suoi crimini – all’intera area medio-orientale.

Con vigilanza umanitaria,

Massimo Marnetto – Roma


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