F 35: Perché tanti altri, anche fra i democratici, ragionano in modo diverso dal nostro?

Agli amici  di Libertà e Giustizia, associazione di cui faccio parte, è arrivata una lettera di Gabriele De Giorgi, “renziano”, assistente parlamentare che collabora a “Qualcosa di Riformista”, il quale presenta un punto di vista diverso. Non lo condivido (e pare neppure Renzi)  ma credo utile pubblicarlo, non solo per alimentare il confronto ma anche per sottolineare come sia difficile conciliare nel PD orientamenti molto diversi anche su questioni di primaria importanza.(nandocan).

Mi permetto di intromettermi.
Pur condividendo il bisogno di fare chiarezza su un argomento interessante e che riguarda il paese val la pena chiarire che:
1. Un aereo è un aereo. E gli aerei militari sono aerei militari. E gli aerei militari servono anche alle missioni di pace.
2. Le caratteristiche dell’aereo F-35 sono quelle di un aereo militare multiruolo. Potrà svolgere tutte le missioni che prima erano svolte da diversi tipi di aereo. (a fronte conseguentemente di un minor costo per la manutenzione). Gli aeroplani in servizio al momento sono vicini alla fine del loro ciclo operativo. (il costo di riparazione ha raggiunto il punto di non essere più conveniente.)
3. Il programma f35 è partito sotto il governo Prodi.
4. L’EFA è un aereo diverso, fa cose diverse e per i più amanti del genere è un caccia di quarta generazione e mezzo a dispetto del JSF che è progettato per essere di quinta generazione.
5. I costi esorbitanti, anche se è da capire cosa siano dei costi esorbitanti, sono spalmati su diversi anni.
6. L’Italia svolge un ruolo di partner principale nel programma a differenza di altri paesi.
7. Utile ricordare che gli interessi del comparto industriale aereospaziale italiano hanno trovato molti sbocchi negli Stati Uniti. Più di quanti ne abbiano trovati tra i paesi europei.
Il PD deve fare politica, anche la difesa è una materia delicata che richiede sensibilità e visione. Il nostro compito dovrebbe, a mio parere, essere una responsabile (parola ormai abusata) e sincera riflessione sul ruolo che ci aspettiamo dall’Italia in campo nazionale ed internazionale. Stiamo ragionando su un programma a 30 anni, non a 3 mesi.
Un caro saluto a tutti voi.

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