Evasione e debito pubblico

di Massimo Marnetto

Nell’UE vigono le leggi fondamentali di aggregazione di popoli diversi. Le alleanze si basano sulla fiducia reciproca, che è tanto più intensa, quanto lo è la lealtà dell’approccio. Se invece tra i contraenti si intromette la furbizia – cioè il vantaggio unilaterale a discapito degli altri membri – l’alleanza non si consolida. L’Italia è accusata in Europa proprio di questa mancanza di lealtà: fa debito pubblico in modo irresponsabile (sostitutivo dell’evasione fiscale non contrastata), contando sul supporto dei paesi forti dell’Unione. E quando gli altri partner mettono limiti, iniziano le accuse di austerità. 

Intendiamoci: che ci siano degli eccessi nelle pretese drastiche da parte degli stati ”frugali” è un dato; ma che l’Italia continui ad aggravare il proprio debito sovrano senza porsi il problema della perdita di sovranità che questa esposizione produce è un fatto conclamato. Quanto potremo andare avanti con un’evasione di 100 miliardi annui e un debito pubblico che viaggia verso i 3 mila miliardi? Non molto. E la corsa indicibile ad approvare il Mes è tutta qui: la forte probabilità che alla fine dovremo usarlo, accettando di essere ”commissariati” dai falchi.


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