Per sanare questa mancanza di diritti civili sono state raccolte oltre sessantamila firme in questi mesi per una legge di iniziativa popolare che depenalizzi l’eutanasia e istituisca il registro dei testamenti biologici. Le firme sono state consegnate ma abbiamo in realtà ben poche speranze che questa, come succede di solito con queste proposte, non venga bloccata in qualche commissione senza neanche giungere in aula.
Tuttavia in questi giorni per lo meno se ne parla, e oltre ai soliti testimonial delle ragioni laiche sembra che anche il teologo dissidente Hans Kung voglia lanciare un’ultima sfida alla Chiesa cattolica richiedendo per se stesso il suicidio assistito (Kung infatti soffre di Parkinson). «Non voglio continuare a vivere come l’ombra di me stesso» ha recentemente scritto.
Il dibattito sul tema del fine vita ora produrrà la stanca e trita retorica cattolica secondo cui la vita non è disponibile e che la sofferenza avvicina a dio. E come al solito i cattolici integralisti dimenticheranno il punto focale della discussione, ovvero che nessuno chiederà loro di ricorrere all’eutanasia o di rifiutare le cure. Come sempre la differenza sarà fra una visione laica che vuole garantire i diritti di tutti, cattolici e non, e quella integralista che vuole imporre la propria etica a tutti. Come al solito sentiremo strillare contro di noi parole come “assassini” e “nazisti” e come sempre i mass media mescoleranno nel calderone temi che c’entrano come i cavoli a merenda.
Per fortuna siamo in Italia, sai che noia a vivere in un paese dove tutti i diritti sono riconosciuti?
* da Cronache laiche, il grassetto è di nandocan
