Perciò “è inutile che la Commissione Europea proponga progetti necessari e coerenti per l’ambiente e la nostra sicurezza”. Ed ecco la “semplice conclusione” di chi, come Prodi, ha svolto in passato un ruolo di primissimo piano nell’integrazione europea e nell’ingresso dell’Italia nell’Unione monetaria: l’attuale processo decisionale, in cui il potere si accentra nel Consiglio Europeo con il “veto” a disposizione di ogni singolo paese “non è compatibile con le decisioni che debbono essere prese per garantirci qualche prospettiva per il futuro”.
Perché, sembra chiedersi l’ex presidente della Commissione, ne’ il Parlamento né la Commissione medesima si ribellano a questo stato di cose? Mi piacerebbe sapere che cosa ne pensano i nostri europeisti “senza se e senza ma”, dalla Bonino a Calenda, di queste autorevolissime affermazioni e se, concordando, intendono trarre qualche conclusione operativa da questa presa d’atto della realtà.
