da Remocontro
Da settimane, il governo e la ‘Guida Suprema’, Ali Khamenei, invitano a votare in massa, citando complotti per boicottare il voto. 61 milioni di iraniani per eleggere 290 deputati e gli 88 dell’Assemblea degli Esperti, il ‘Conclave’ che nomina ‘la Guida Suprema nella Repubblica islamica’. 15mila candidati, ma tutti selezionati prima dal Consiglio dei Guardiani. Qualche candidato riformista, ma non molti, divisi tra astensionismo e voto comunque.
Appelli a boicottare il voto sono stati lanciati da attivisti politici dissidenti come Narges Mohammadi, Nobel per la Pace nel 2023 e incarcerata a Teheran, che ha invitato la popolazione a non recarsi alle urne «in elezioni controllate dallo Stato che si tengono in un regime dittatoriale e religioso».
La lotta per eleggere la futura ‘Guida Suprema’.
Elezioni tra isolamento e polarizzazione interna
Seconda tornata elettorale dall’inizio delle proteste popolari contro il regime iniziate nell’ottobre 2019 e la prima dalla morte nel settembre 2022 di Mahsa Amini, la giovane curdo-iraniana che era stata arrestata dalle pattuglie della Gasht-e Ershad, la ‘polizia morale’ ed era morta mentre si trovata sotto la custodia delle autorità.
Affluenza a picco, delegittimazione del regime
In un Paese in cui la partecipazione elettorale è sempre stata abbastanza alta, l’affluenza al voto di quest’anno proclamata come contestazione politica. Previsioni tra il 30% e il 40%, soprattutto per il boicottaggio nei grandi centri urbani, tra i giovani e nel ceto medio, nonostante le perorazioni-minaccia del regime. Ma la scarsa affluenza «non esaurisce la questione del progressivo distacco e disincanto della popolazione», avverte Lorenzo Forlani sul Fatto Quotidiano.
Sondaggio Gamaan e paradossi
Secondo un sondaggio effettuato da Gamaan, sede centrale nei Paesi Bassi, circa il 38% degli iraniani non conosce nemmeno la data delle elezioni. Ma il dato sula partecipazione elettorale scopre un paradosso: una bassa affluenza delegittima politicamente il sistema, ma assieme rafforza il controllo sul potere legislativo da parte dei suoi sostenitori più oltranzisti.
Gli schieramenti senza partiti ufficiali
L’assemblea è già dominata dalle fazioni più conservatrici e antagoniste verso gli Stati Uniti. Primi i «principalisti», divisi in diverse correnti. Linea ‘tradizionalista’, sostenitrice di un maggiore ruolo dei religiosi, e una ultraconservatrice, in cui confluiscono diversi alti quadri delle Guardie della Rivoluzione, e che assieme controllano 227 seggi. Quattro fazioni oltranziste con quattro diverse liste di candidati. Fazione riformista e moderata titolare di solo una ventina di seggi.
Chi nominerà il successore di Khamenei?
La centralità della 84enne Guida Suprema, Ali Khamenei. Accanto alle elezioni legislative, infatti, si terranno quelle per il rinnovo dell’Assemblea degli Esperti, il corpo di 88 religiosi, che decidono la nuova ‘Guida suprema’. Le non idilliache condizioni di salute di Khamenei, accanto al dato anagrafico, rendono molto importante il rinnovo dell’Assemblea, oggi guidata dal 97enne Ahmad Jannati. Col Consiglio dei Guardiani, il ‘braccio armato’ della teocrazia, che proprio sui candidati a quella carica sono intervenuti più pesantemente, riducendo a soli 144 i candidati: meno di due per seggio.
Tra elezioni simil democratiche e autoritarismi
Le proteste degli ultimi anni, lo scollamento irrimediabile delle nuove generazioni, la crisi economica e l’isolamento internazionale assieme, hanno polarizzare ulteriormente il quadro, a rischio reale di rottura. E ora il regime serra le fila del consenso interno, occupando gli spazi che rischierebbero di essere insidiati.
Assieme a un «rinnovamento della rivoluzione» iniziata 45 anni fa, più volte promesso ma mai come oggi contrastato. Segnale indicativo, saranno processati col rischio di pene severissime, 16 giovani attivisti per i diritti delle donne, arrestati qualche mese fa nella provincia settentrionale del Gilan.
- (senza titolo)Qual è stato il primo videogioco a cui hai giocato? non ricordo, ho 90 anni
- ‘Fare gli italiani’ tra libro Cuore e PinocchioAntonio Cipriani su Polemos Scrivo e cancello, poi riscrivo e soffro mettendo una accanto all’altra parole di sbigottimento e vergogna, di preoccupazione per quello che stiamo vivendo, per quello che sarà. Cancello ancora. Non ce la faccio a parlare ancora del Paese Innominabile. E non mi fa ridere per niente la scenetta degli azzeccagarbugli del… Read more: ‘Fare gli italiani’ tra libro Cuore e Pinocchio
- Torna la newsletter di Costituente TerraLa newsletter di Costituente Terra, associazione a cui sono iscritto fin dalla fondazione, torna con cadenza settimanale per raggiungere chi già la conosce e chi ancora non la conosce. Uno strumento per informare sulle attività e sugli appuntamenti, condividere notizie e sviluppare riflessioni sui temi al centro del nostro impegno (nandocan) Ritorna in una fase… Read more: Torna la newsletter di Costituente Terra
- Mafia e terrorismo al mercato nero delle armi ucraineÈ la doppia morale — un metro per i potenti e uno per i comuni mortali — che porta più danni a questo mondo: guerre, occupazioni, ingerenze mascherate da diritto internazionale quando in realtà sono strumenti di dominio. E il danno non si ferma alla politica estera. Una volta che le armi vengono considerate legittimo… Read more: Mafia e terrorismo al mercato nero delle armi ucraine
- Salvare Reportdi Massimo Marnetto Salvare Report, a prescindere da Ranucci, è possibile, oltre che doveroso. La soluzione migliore sarebbe ridare la conduzione della trasmissione a Milena Gabanelli – ad interim per una stagione – con il mandato della continuità delle inchieste e l’individuazione di un nuovo conduttore/conduttrice. La giornalista – nota per la sua professionalità e… Read more: Salvare Report
